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Un artista ferrarese a Trieste: Giovanni Pagliarini

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4 dell’Ottocento locale, che riportando alla luce un notevole numero di “minori”, hanno permesso di liberare questo periodo da un’ accusa di decadenza rivelatasi tanto più ingiustificata se si pensa che nella riflessione sul proprio passato la città si rivelava totalmente al passo con le mode artistiche del resto della Penisola. La rivalutazione del Quattrocento locale aveva preso le mosse dall’acquisto, da parte del Comune, delle numerose opere confiscate a chiese e conventi in età napoleonica che vennero organizzate in una galleria per permettere agli aspiranti artisti di studiarle e copiarle. Se imprescindibile rimaneva il viaggio di studio verso realtà culturalmente più vivaci, i giovani pittori potevano comunque contare su una formazione di base improntata ad un recupero dei Primitivi ferraresi che rasentava l’ossessione: decisiva in questo senso fu la scoperta degli affreschi di Schifanoia compiuta dal già citato Giuseppe Saroli all’inizio del secolo. Ticinese di nascita, l’artista si trasferì a Ferrara per dirigere la Civica scuola di Disegno e Ornato: Girolamo Scutellari lo ricorda come «precettore di numerosi giovani fra i quali molti divennero artisti di merito», aggiungendo che «Possedeva vaste cognizioni di storia, di lettere, di archeologia; e la sua raccolta di quadri antichi prova come fosse fornito di cognizioni sulle varie maniere delle scuole.» 9 Saroli riuscì infatti a raccogliere una vasta collezione di opere di Primitivi che probabilmente sottoponeva ai suoi alunni perché copiandole potessero apprendere i primi rudimenti dell’arte. Questo tipo di esercitazione, piuttosto comune nel curriculum di ogni formazione accademica 10 , oltre ad avere evidenti connotazioni municipalistiche, si basava sull’esaltazione di Benvenuto Tisi da Garofalo, considerato genio della pittura locale venerato per tutto il secolo. La sua arte era considerata perfetta poiché riassumeva disegno romano, colorito veneto e chiaroscuro emiliano 11 : inevitabile quindi che i giovani pittori ferraresi venissero educati sulle sue opere. La scuola di Saroli divenne dunque il fondamentale (ed unico) trampolino di lancio di quegli aspiranti artisti che poi, volendo proseguire nella carriera intrapresa, erano costretti ad un “esilio volontario” per completare e perfezionare i propri studi. Questa circostanza venne certamente incentivata dalla nomina di Leopoldo Cicognara a Presidente dell’Accademia veneziana avvenuta l’11 aprile 1808. Dal momento in cui prese le redini dell’istituzione lagunare, il ferrarese si adoperò per un suo rapido ammodernamento: «Molti vantaggi e progressi ottenne quell’istituto dall’intelligenza, e dalle cure del Cicognara. Ne ampliò i locali, provvide materiali d’istruzione, scelse molti professori; istituì premi, acquistò preziosi dipinti, onde 9 Cfr. SCUTELLARI 1893, p. 40. 10 VARESE citato in TOFFANELLO (1) 1994 (s. p.). 11 Cfr. TOFFANELLO (1) 1994, (s. p.).

Anteprima della Tesi di Eliana Mogorovich

Anteprima della tesi: Un artista ferrarese a Trieste: Giovanni Pagliarini, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere

Autore: Eliana Mogorovich Contatta »

Composta da 216 pagine.

 

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