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Il ''no'' del Regno Unito all'euro

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Il «no» del Regno Unito all’euro 12 inglesi del carbone e dell’acciaio non trarrebbero particolari benefici. 19 Emergono, poi, perplessità verso i paesi favorevoli al progetto, in primo luogo Francia, Germania e Italia, sospettati di volersi spartire di nuovo l’Europa lasciando la Gran Bretagna isolata. 20 Infine, ci sono sempre i legami con i paesi del Commowealth che rendono difficile impegnarsi così tanto solo in l’Europa. L’opposizione della Gran Bretagna alla realizzazione della Comunità prevista dal Piano Schuman risiede, tuttavia, in ragioni più profonde e non riguardano esclusivamente valutazioni economiche e politiche. Come per il Consiglio d’Europa, anche adesso il dibattito si incentra sull’assetto dell’organismo i cui tratti sarebbero quelli tipici di una struttura federale, quali l’autonomia nell’adottare le decisioni e l’efficacia immediata delle stesse all’interno dei singoli paesi membri. 21 Questa ampia discrezionalità e indipendenza concessa agli organi comunitari nello svolgimento delle proprie funzioni è considerata dal governo inglese, e in generale da tutta la classe dirigente, estremamente pericolosa in quanto costituirebbe una violazione dei principi democratici e creerebbe le premesse per lo sviluppo di una oligarchia economico-politica svincolata peraltro da qualsiasi controllo popolare. Viceversa, un organismo intergovernativo garantirebbe in misura maggiore l’osservanza di tali principi, essendo pur sempre vincolato dalla necessità di coordinare le politiche comunitarie con quelle adottate dai singoli stati e rimanendo comunque sottoposto al loro controllo attraverso l’azione dei rispettivi singoli governi. In realtà, la Comunità non si espone ai pericoli sottolineati in modo così deciso dal governo inglese. Certo, denota una vistosa lacuna riguardo l’aspetto rappresentativo dei suoi organi in considerazione del fatto che i cittadini dei singoli stati partecipano alla loro elezione solo attraverso i singoli parlamenti nazionali. 22 Tuttavia, la mancanza di responsabilità risulta meno evidente rispetto a quella denunciata dal governo inglese se si tiene conto che la Comunità prevede al suo interno l’istituzione di un organo con funzioni di controllo sia della legalità che del merito degli atti adottati dall’organo decisionale. 23 Inoltre, anche le preoccupazioni della perdita 19 A differenza del Lussemburgo e del Belgio le cui produzioni siderurgiche rappresentavano l’80% delle esportazioni, soltanto il 5% delle esportazioni inglesi di acciaio erano dirette verso l’Europa. 20 ELLWOOD D.W., op. cit., pag. 451. 21 La futura Comunità avrebbe previsto quattro distinti organi: l’Assemblea Europea, il Consiglio dei Ministri, l’Alta Autorità e la Corte di Giustizia. Tra questi il cuore della Comunità era sicuramente l’Alta Autorità, organo esecutivo di pianificazione e di direzione al quale era affidata l’intera attività politica e amministrativa con il compito di deliberare e di garantire l’attuazione delle politiche comunitarie. 22 L’Alta Autorità infatti era composta da nove membri, otto dei quali nominati dai sei governi nazionali e il nono cooptato dai primi otto. 23 La Corte di Giustizia infatti era l’organo giurisdizionale della Comunità con compiti di rettifica degli atti adottati dall’Alta Autorità quando questa avesse ecceduto le proprie
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Informazioni tesi

  Autore: Donato D'urso
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Lucio Valerio Spagnolo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 220

FAQ

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