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Il ''no'' del Regno Unito all'euro

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Il «no» del Regno Unito all’euro 14 Tuttavia, per coinvolgere comunque le industrie britanniche al fine di un miglior sviluppo della Comunità, immediatamente dopo l’entrata in vigore, viene sottoscritto un accordo di associazione che prevede una stretta collaborazione tra le industrie siderurgiche dei sei paesi firmatari e quelle britanniche. 27 L’accordo rappresenta peraltro una soluzione alla costante divisione ideologica tra la Gran Bretagna, ferma nel richiedere strutture puramente intergovernative, e i vicini continentali, propensi invece ad organismi istituzionalmente più uniti e durevoli. In realtà, come per il Consiglio d’Europa, anche questo accordo costituisce un successo della diplomazia inglese. Optando soltanto per l’associazione e non per la partecipazione alla CECA, la Gran Bretagna realizza una situazione ideale per l’arte della politica, quella cioè di giovarsi dei benefici concernenti un progetto di integrazione senza tuttavia assumere nessuna effettiva responsabilità nei suoi confronti. Intanto, il successo della CECA entusiasma i Sei paesi membri stimolandoli a pensare a nuove soluzioni per il raggiungimento di una piena e completa integrazione. Una di queste prevede la realizzazione di un programma, peraltro favorito dagli Stati Uniti, per istituire un esercito comune attraverso la fusione degli eserciti nazionali europei sotto un comando unificato. La reazione della Gran Bretagna alla proposta è, come di consueto, di iniziale scetticismo. Si percepisce, infatti, il tentativo da parte della Francia di giungere ad una indipendente politica in ambito internazionale, nonostante la sua partecipazione all’Alleanza Atlantica. La proposta, tuttavia, sottintende anche la delicata questione del riarmo tedesco, nodo peraltro già affrontato da Churchill che riteneva la piena riabilitazione della Germania e la sua riconciliazione con la Francia elementi fondamentali per la rinascita dell’Europa. 28 Il governo laburista, comprendendone il valore, si mostra allora più disponibile. Si ha così la sensazione che la Gran Bretagna voglia mettere da parte la sua diffidenza in politica europea e partecipare più attivamente al processo d’integrazione. E’ questa però l’ultima dichiarazione del governo laburista. Nuovamente vittoriosi nelle elezioni del 1951, Churchill e il partito conservatore ereditano il dibattito sulla costituzione dell’esercito comune e, contro ogni aspettativa, attuano un’inversione di rotta riguardo l’iniziale assenso. 27 Il Patto di Associazione sottoscritto il 21 dicembre 1954, a Londra, stabiliva la costituzione ad hoc di un Consiglio misto, denominato Consiglio di Associazione, per l’elaborazione di linee di condotta comuni nel settore carbo-siderurgico, mentre ciascuna delle parti poteva rifiutarsi di «associarsi» per le questioni di natura politica. ZURCHER A.J., op. cit., pag. 219. 28 Si veda ancora il discorso all’Università di Zurigo. FARNARARO P., op. cit., pag. 33.
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Il ''no'' del Regno Unito all'euro

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Informazioni tesi

  Autore: Donato D'urso
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Lucio Valerio Spagnolo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 220

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