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Le servitù atipiche

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6 2 – La nozione di servitù Il Codice Civile vigente definisce, all’art. 1027, la servitù come “… peso imposto sopra ad un fondo per l’utilità di un altro fondo appartenente a un diverso proprietario”. La servitù consiste, quindi, in un “diritto reale minore di godimento di un predio …. su un altro predio ….” 1 che si concretizza nel peso imposto su un fondo, avente un contenuto speciale di utilizzazione parziale e determinata. Dalla nozione, che ci viene data dal legislatore, la Dottrina, oramai consolidata, ritiene che un diritto di servitù può essere vantato esclusivamente su un bene immobile, il quale, interpretando letteralmente l’art. 1027, dovrebbe essere il cd. fondo servente 2 . Un altro interessante aspetto è costituito dal rilievo che il legislatore, non solo nell’art. 1 Voce Servitù, in Enc. Dir., XLII, Milano, Giuffrè, 1990, p.277; 2 Branca, Servitù prediali, in Commentario Scialoja e Branca, (artt. 1027 – 1099), Zanichelli-Foro it., 1987; P.Vitucci, Utilità ed interesse nelle servitù prediali. La costituzione convenzionale delle servitù, Milano, Giuffrè, 1974; Biondi, Le servitù, Milano, 1967; A. Burdese, Servitù prediali, Milano, 1960.

Anteprima della Tesi di Daniele Grunieri

Anteprima della tesi: Le servitù atipiche, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Daniele Grunieri Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

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Consultata integralmente 18 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.