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L'ipermercato tra marketing e semiotica

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Capitolo 1 La semiotica costituisce una disciplina scientifica rigorosa nelle proprie analisi, attuando una puntuale verifica delle procedure seguite, con un linguaggio specifico ereditato in gran parte dalla linguistica e dalla fonologia, e che, per tal motivo, risulta spesso ostico da affrontare; come spiega il filosofo C. Morris (1946) essa presenta una triplice articolazione: - la pragmatica, che studia i segni in rapporto a chi li produce o li recepisce, e quindi la loro origine, l’uso e gli effetti, - la semantica, che ne rileva il rapporto coi loro significati, intendendo con tale termine il valore costante ed universale di un segno, - la sintassi, che studia le loro relazioni e possibili combinazioni formali, il tutto, naturalmente, all’interno del processo di produzione di senso. D’altra parte, essa appare come un modo diverso di guardare alla realtà e ai problemi che essa ci pone, come un punto di vista non privilegiato ma sicuramente nuovo a molti, che per questo motivo ha cercato di estendere il proprio campo d’azione anche verso altre discipline. Già agli inizi degli anni ‘70, Paolo Fabbri (1973) suggerisce di adottare nelle scienze umane, uno sguardo semiotico, intendendo con ciò l’acquisizione di nuove prospettive nell’analisi dei fatti sociali; è uno sguardo che mira a posarsi su tutto quanto abbia o possa avere del senso e che quindi possa esser letto come testo,: non si limita ad analizzare testi linguistici scritti o verbali, ma anche figurativi (immagini di vario tipo come fotografie e dipinti), plastici (oggetti ed elementi della realtà esterna), sincretici (teatro o cinema ad esempio), e comportamentali spaziando ovunque sia possibile un processo di significazione sia esso semplice o complesso. Queste due anime, che vivono contestualmente, hanno sofferto in passato, ma ancor oggi, di una difficile coesistenza principalmente a causa della definizione dei rispettivi campi d’azione, fatto che “ha sicuramente nociuto alla percezione e all’accettazione del progetto semiotico da parte tanto del pubblico degli specialisti di discipline affini (linguisti, filosofi, sociologi) che da parte di un pubblico più vasto (operatori culturali, professionisti della comunicazione)”. I primi l’hanno accusata per “la mancanza di un oggetto di indagine sui generis” ad essa specifico e si sono sentiti vittime del cosiddetto “imperialismo semiotico”; i secondi hanno potuto godere solo 10

Anteprima della Tesi di Eleonora Ferronato

Anteprima della tesi: L'ipermercato tra marketing e semiotica, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Eleonora Ferronato Contatta »

Composta da 246 pagine.

 

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