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L'ipermercato tra marketing e semiotica

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Capitolo 1 La semiotica rifiutando invece quello di referente; egli definisce denotazione la relazione che si instaura tra i due (ad esempio il significante fonico cane che denota un quadrupede domestico) e connotazione una seconda relazione di contenuto, che si stabilisce a partire da quella denotativa, ed in base alla quale si possono trovare altri significati più profondi (ad esempio cane può connotare anche fedeltà, miglior amico dell’uomo, ecc.). Va in crisi, a questo punto, l’intera architettura del segno e si fa avanti l’idea di una polisemia della comunicazione: infatti il destinatario percepisce i segni come stimoli, che innescano l’utilizzo del proprio bagaglio di informazioni, per costruire in questo modo i propri significati, un processo tanto più complesso e soggettivo quando si tiene conto anche del livello connotativo. Tuttavia, fa notare Vanni Codeluppi (1997), “la polisemia esiste soltanto nella situazione virtuale del dizionario”, in quanto “un segno da solo non esprime nulla” e “per manifestarsi compiutamente ha bisogno di entrare all’interno di una forma espressiva” delimitata in modo chiaro e con una precisa organizzazione gerarchica: deve infatti porsi in contatto con altri segni e costituire con essi un sistema semiotico. In questo lungo percorso di maturazione, particolarmente determinante è stata l’influenza del pensiero strutturalista, che ha abbracciato molte discipline ma che ha trovato la sua massima espressione nella linguistica europea; in base ad esso la struttura di un testo può essere colta senza ricorrere ad elementi estranei ad essa (come l’intervento interpretativo del destinatario), in quanto il testo è autosufficiente; i concetti chiave sono il vincolo di formalizzazione, in base al quale è l’aspetto formale dell’opera a costituire la struttura, e le trasformazioni, nel senso che gli elementi si definiscono sul piano funzionale attraverso le relazioni di interdipendenza di ciascuno rispetto agli altri e al tutto, mentre non hanno alcun valore di per sé. L’approccio strutturalista stabilisce quindi un’analisi immanentista del testo, cercando l’invarianza che sta sotto le relazioni intercorrenti tra le variabili che non valgono di per sé ma in virtù del loro essere inserite in un sistema. L’esponente più significativo di tale corrente è stato per lungo tempo il semiologo Roland Barthes che, con la pubblicazione nei primi anni ‘60 degli articoli Elementi di semiologia (1966) e Retorica dell’immagine (1964), apporta notevoli novità sia culturali che teoriche. Fino ad allora, “cultura era una parola da scriversi sempre e obbligatoriamente in maiuscolo” (Semprini, 1990), e adottare come oggetto d’analisi un 13

Anteprima della Tesi di Eleonora Ferronato

Anteprima della tesi: L'ipermercato tra marketing e semiotica, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Eleonora Ferronato Contatta »

Composta da 246 pagine.

 

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