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La flessibilità nel concetto di sé e del mondo come alternativa al disturbo da stress post-traumatico secondo la teoria cognitivo-comportamentale

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- Silvia Bellisari - 13 Secondo Prugh e Harlow (cit. in Ainsworth, 1966, 13-41), oltre all’evento della separazione, vanno considerati altri fattori, come l’età del bambino nel momento in cui avviene la separazione, o la fase di sviluppo che sta attraversando, oltre che la durata della separazione. Va considerata, inoltre, la qualità della relazione tra la madre e il bambino, perché può essere un fattore protettivo o di rischio nella capacità del piccolo di reagire all’evento. Il modo in cui chi si occupa del bambino reagisce ai suoi stati d’animo dopo la perdita può influenzare in modo decisivo lo sviluppo successivo (Holmes, 1994, 100). Se il trauma colpisce la diade madre-bambino, risulta determinante il significato che la madre attribuisce all’evento, la sua capacità di rimanere sintonizzata sulle esperienze del piccolo, di saperlo calmare e rassicurare. (Drell et al., 1966, 261-264). Il modello di Bowlby implica degli sviluppi interessanti rispetto alla pscicoanalisi, sia ai fini terapeutici che ai fini di una maggiore comprensione delle reazioni ai traumi. 1) E’ possibile parlare di resilienza: molti bambini che hanno subito traumi ambientali consistenti non hanno riportato danni psicologici permanenti, mentre la psicoanalisi freudiana individua un nesso causale tra evento traumatico e successivo sviluppo psicopatologico. In altre parole, non è possibile che un soggetto traumatizzato non sviluppi una nevrosi. 2) Il modello di Bowlby spiega il perpetuarsi dei pattern patologici di attaccamento; quegli adulti che da bambini hanno subito una separazione traumatica presentano dei sintomi tipici in caso di lutto: forte rimpianto inconscio per la persona perduta, rimprovero cosciente rivolto verso se stessi, preoccupazione coatte rivolte verso altre persone, incapacità a convincersi che la perdita sia permanente. Sono condizioni che impediscono all’adulto di essere una figura di accudimento a cui è possibile attaccarsi in modo sicuro. A differenza di Freud, la patologia psichica viene collocata all’interno di un contesto relazionale transgenerazionale. 3) Il setting terapeutico è il luogo in cui, chi ha subito il trauma della perdita, può riportarlo in vita e, successivamente, fare un’esperienza alternativa di attaccamento sicuro (Holmes, 1994, 168). Rispetto a Freud, Bowlbly individua

Anteprima della Tesi di Silvia Bellisari

Anteprima della tesi: La flessibilità nel concetto di sé e del mondo come alternativa al disturbo da stress post-traumatico secondo la teoria cognitivo-comportamentale, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze dell'Educazione

Autore: Silvia Bellisari Contatta »

Composta da 223 pagine.

 

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