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I programmi iconografici nell'arte cristiana dal tardo antico all'alto medioevo

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12 secondo la consolidata tradizione che, ad esempio, con Origene 37 , vede l’associazione dell’anima innocente con la colomba, connessione ribadita, tra l’altro, nel racconto del martirio di San Policarpo secondo il quale una colomba usci dal corpo del martire al momento della morte. Sotto tale aspetto, a prescindere dal contesto decorativo non soltanto funerario, la raffigurazione di una colomba che si abbevera, o che becca frutti, o che sostiene una ghirlanda di fiori, rimanda, evidentemente, al concetto del refrigerio e della pace celeste raggiunta tramite la fede in Cristo nei casi in cui l’immagine si trova associata ad un pesce, un’ancora, un agnello o affrontata ad un cristogramma. Una particolare versione, tipicamente paleocristiana, del soggetto, prevede la colomba con un ramoscello d’ulivo tenuto nel becco o tra le zampe. L’immagine è stata stralciata dall’episodio veterotestamentario di Noè 38 e da questo contesto riceve il particolar significato simbolico di messaggero di salvezza. Tale ideogramma venne quindi utilizzato in nuove combinazioni iconografiche con altre 37 In Canticum Cantic. Hom. 2,12 38 Genesi 8,8 ss

Anteprima della Tesi di Alessandro Cannataro

Anteprima della tesi: I programmi iconografici nell'arte cristiana dal tardo antico all'alto medioevo, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandro Cannataro Contatta »

Composta da 154 pagine.

 

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