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I programmi iconografici nell'arte cristiana dal tardo antico all'alto medioevo

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6 attennero al divieto da essa sancito 15 e risalente ad un passo dell’Antico Testamento: “Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo né di quanto è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra” 16 . L’originaria avversione del cristianesimo, quindi, nei confronti delle arti figurative era radicata nella sua stessa spiritualità. “Ma viene il tempo in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità” 17 . In questo periodo il concetto di venerazione puramente spirituale trova forse la sua espressione più eloquente nelle parole di Minucio Felice in cui tale ideale era gia messo in discussione da più parti: “Credete che noi teniamo occulto l’oggetto della nostra adorazione solo perché non abbiamo santuari e altari? E perché dovrei scolpire un simulacro di Dio quando l’uomo stesso è simulacro di Dio?” 18 Come è evidente da questo passo, il radicale rifiuto delle arti figurative espresso dalla Chiesa primitiva costituisce parte integrante del generale rigetto di 15 Dt 5,7; Es 20,4. 16 Es. 20: 4,5. 3 Giovanni 4,23. 18 Minucio Felice, Oct. 32.

Anteprima della Tesi di Alessandro Cannataro

Anteprima della tesi: I programmi iconografici nell'arte cristiana dal tardo antico all'alto medioevo, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandro Cannataro Contatta »

Composta da 154 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.