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La pianificazione partecipativa: teorie e tecniche. Un esempio di integrazione di diversi strumenti: GioCoMo.

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Capitolo 1 – LA DEMOCRAZIA - 16 - governo dev’essere legittimato dal consenso popolare, ed impiegare il potere soltanto sulla base di tale volontà. Spetta, infatti, alla cittadinanza stabilire ed imporre le regole di comportamento e le sanzioni in caso di disobbedienza perché, come scrisse lo stesso Marsilio, la legge è «osservata di più da ogni cittadino se ognuno è coinvolto nell'imporla a se stesso», essendo il risultato di un confronto e di una mediazione tra punti di vista e scopi eterogenei 19 . Per il portavoce della «repubblica di sviluppo», quindi, ciò che rende democratico un sistema di governo è la partecipazione della comunità al «processo di formazione della volontà politica e delle leggi» 20 , da cui sono però esclusi – come nel pensiero classico – gli schiavi, gli stranieri, le donne. Il coinvolgimento nel processo decisionale è riservato soltanto agli «uomini con proprietà tassabile, nati o residenti per un lungo periodo nella città» perché, nel rinascimento, il governo popolare era considerato «una forma di auto–governo» volta a rafforzare «gli interessi (basati sulla proprietà) nella comunità locale» 21 . Nonostante l’innovativo contributo del pensiero di Marsilio a questa corrente, il modello di partecipazione politica proposto non è concepito per essere attuato in vasti territori, mentre si rivela adatto nelle piccole comunità come le «città– repubblica autogovernate». Già al tempo in cui Marsilio scrisse Defensor pacis (1324), molte comunità – tra cui quella patavina – assistettero al declino del governo elettivo e alla conseguente ascesa del governo ereditario 22 . Nel secolo successivo, nacquero e si svilupparono diversi Stati italiani, spesso fra loro in conflitto, che troppo gelosi della propria autonomia politica, affrontarono le «mire egemoniche ed espansionistiche» dei due nascenti Stati–nazione (Francia e Spagna) con mezzi inadeguati rispetto al periodo storico: «una raffinata arte diplomatica» ed «un sistema di alleanze» ormai fittizio 23 . Con i mutamenti socio–economici, culturali, e soprattutto politici, che determinarono la crisi degli Stati italiani alla fine del Quattrocento, e ne furono il conseguente prodotto nel corso del Cinquecento, nacque la necessità di definire una forma di governo capace di gestire le instabilità e i conflitti, e di mantenere allo stesso 19 Held D., (1997), Op. Cit., pp. 71-72 20 D’Addio M., (1992), Op. Cit., p. 198 21 Held D., (1997), Op. Cit., p. 74 22 Held D., (1997), Op. Cit., p. 75 23 D’Addio M., (1992), Op. Cit., p. 284

Anteprima della Tesi di Cinzia Rinzafri

Anteprima della tesi: La pianificazione partecipativa: teorie e tecniche. Un esempio di integrazione di diversi strumenti: GioCoMo., Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Architettura

Autore: Cinzia Rinzafri Contatta »

Composta da 163 pagine.

 

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