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La pianificazione partecipativa: teorie e tecniche. Un esempio di integrazione di diversi strumenti: GioCoMo.

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Capitolo 1 – LA DEMOCRAZIA - 17 - tempo la propria indipendenza. Nicolò Machiavelli, tra i primi ad intraprendere questa ricerca, analizzò nelle sue opere più importanti (Il Principe e i Discorsi) due tipologie di Stato molto differenti: nel 1513, si occupò del principato, ordine politico in cui il comando è affidato ad un solo individuo (ma che poteva assumere anche forme diverse dal governo assoluto), e sei anni più tardi, esaminò la repubblica, forma di Stato in cui il popolo, quale garante della libertà e nemico dell’oligarchia, «può partecipare al governo della cosa pubblica» 24 . Tale partecipazione, così com’è formulata nei Discorsi (1519), non è però una prerogativa esclusiva del popolo perché l’autore, rievocando il modello dell’antica Roma repubblicana – «fondata sulla compartecipazione al potere politico del principe, degli ottimati e del popolo» – propone una forma di governo misto, che combini monarchia, aristocrazia e democrazia 25 . Strutturato «per compensare i difetti delle singole forme costituzionali» – in particolare l’elevata instabilità e la tendenza a degenerare in tirannia, oligarchia, anarchia –, un governo di questo tipo ha il pregio di «bilanciare gli interessi di gruppi sociali contrapposti» e di «promuovere una cultura dalla quale discenda la virtù» 26 . Se per Marsilio da Padova il conflitto costituisce un ostacolo alla mediazione dei diversi interessi, perché solo in un regime di auto–governo, in cui pace e benessere favoriscono la partecipazione politica, la volontà popolare si esprimerà in una «legge buona ed effettiva», per Machiavelli è proprio attraverso il disaccordo fra le parti sociali che si possono promuovere e difendere gli interessi dei cittadini. Il dissenso non è quindi un ostacolo, bensì la condizione necessaria ad ottenere una legge più giusta ed equa. Infatti, «Se i ricchi ed i poveri possono essere inseriti contemporaneamente nel processo di governo, ed i loro interessi trovano una strada legittima di espressione tramite una divisione delle cariche, allora essi saranno costretti a cercare una qualche forma di reciproco accomodamento. Come guardiani delle rispettive posizioni, essi dovranno produrre grandi sforzi per garantire che le nuove leggi non incidano negativamente sui loro interessi. Il risultato di tali sforzi sarà probabilmente un corpo di leggi che ogni parte finirà per accettare.» (Held, 1997, p. 78) 24 D’Addio M., (1992), Op. Cit., pp. 288-289 25 D’Addio M., (1992), Op. Cit., p. 289 26 Held D., (1997), pp. 76-78

Anteprima della Tesi di Cinzia Rinzafri

Anteprima della tesi: La pianificazione partecipativa: teorie e tecniche. Un esempio di integrazione di diversi strumenti: GioCoMo., Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Architettura

Autore: Cinzia Rinzafri Contatta »

Composta da 163 pagine.

 

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