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La pianificazione partecipativa: teorie e tecniche. Un esempio di integrazione di diversi strumenti: GioCoMo.

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Introduzione - 7 - cui viene riconosciuto ai cittadini il potere di discutere il merito del progetto e a negoziarlo con l'amministrazione o in cui il compito di definire l'intervento pubblico viene interamente delegato alle comunità destinatarie. Esistono anche esperienze in cui una specifica politica locale è affidata alla discussione e alla valutazione di un gruppo di «cittadini comuni» o di utenti di un servizio (citizens panels o citizens juries).» 2 . La scelta di ricorrere a pratiche partecipative di questo e di altro tipo è dettata dalla necessità di costruire quadri di significato condivisi – attraverso un «processo di reframing, cioè di de–costruzione delle immagini conflittuali e di ricostruzione di possibili prospettive condivise» 3 – che consentano di ridurre i conflitti ideologici e sociali, e di prevenire, o almeno mitigare, l’opposizione delle comunità direttamente coinvolte negli interventi pubblici. È dettata inoltre dalla volontà, sia di rendere la cittadinanza maggiormente consapevole e informata, sia di fornire uno strumento – alternativo a quello del voto – che permetta di esprimere consenso (o eventualmente dissenso) sull’operato pubblico. Il passaggio dalla democrazia diretta alla democrazia rappresentativa indotto anche dalla presenza, nei moderni Stati democratici, di popolazioni sempre più numerose e disperse sul territorio – ha reso le periodiche elezioni (e gli occasionali referendum e plebisciti, adatti solo in casi particolari) gli unici mezzi legittimi di espressione della volontà popolare. «Dall’antichità classica al diciassettesimo secolo, la democrazia è stata largamente associata con la riunione assembleare dei cittadini e con i luoghi pubblici dedicati a tali incontri. Alla fine del diciottesimo secolo essa cominciò ad essere pensata in termini di diritto della cittadinanza a partecipare alla determinazione della volontà collettiva tramite la mediazione di rappresentanti eletti.» (Held,1997) Anche se «tutte le democrazie funzionanti» autorizzano, oltre al voto, «anche l'espressione extraparlamentare del dissenso (marce, dimostrazioni di piazza, scioperi di ogni specie)», eccetto, com’è ovvio, qualsiasi forma di violenza o di «altro atto che costituisca reato» 4 , queste manifestazioni di malcontento godono sempre meno di una 2 Bobbio L., (2002), I governi locali nelle democrazie contemporanee, p. 192 3 Balducci A., (1995), "Progettazione partecipata fra traduzione e innovazione", in Urbanistica, n.103, p. 116 4 Luttwak E. N., Creperio Verratti S., (1996), Che cos’è davvero la democrazia, p. 56
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Informazioni tesi

  Autore: Cinzia Rinzafri
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università IUAV di Venezia
  Facoltà: Architettura
  Corso: Pianificazione Territoriale, Urbanistica ed Ambientale
  Relatore: Edoardo Salzano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 163

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