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Il Diritto del Lavoro nel nuovo art.117 della Costituzione

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infra), se non proprio il raffronto tra l'interesse nazionale e quello delle Regioni, visto che la scelta del livello di governo più adeguato, all’assolvimento delle funzioni amministrative, non può che risolversi in una ponderazione di interessi. Si potrebbe allora ritenere che nella nuova formulazione, la Costituzione, indichi una traccia all'interprete. Ma, la mancanza del dato testuale, vorrà pur significare qualcosa. Potremmo dire, in conclusione, che sembrerebbe che l'interesse nazionale, continui a vivere, ma la discrezionalità dell'interprete, chiamato a decifrarne il contenuto, è stata parzialmente ridotta, in quanto limitata ai casi specifici denotati dall’art. 120. In ultimo, considereremmo che questa tesi, appare ulteriormente rafforzata dal combinato disposto della norma contenuta nell'art. 5 della Cost., già richiamato, e dall'art. 1 del dlgs 76/00 5 , che dispone che “la finanza regionale concorre, con la finanza statale, al perseguimento, degli obiettivi di convergenza e di stabilità derivanti dall'appartenenza dell'Italia alla Comunità europea ed opera in coerenza con i vincoli che ne derivano in ambito nazionale”, a ulteriore conferma, se pur necessario, di quanto affermato. Nondimeno, nel testo originario degli artt. 117 e 127 della Cost. non si parlava soltanto dell'interesse nazionale, ma anche dell'interesse "delle altre Regioni". Sembra, pertanto, opportuno chiedersi che cosa sia accaduto a questo limite, anch’esso sparito dal dettato testuale della novella.. Ma di questo parleremo, per coerenza, in altra parte di questo lavoro (v. infra). 5 Decreto Legislativo 28 marzo 2000, n. 76 "Principi fondamentali e norme di coordinamento in materia di bilancio e di contabilità delle Regioni, in attuazione dell'articolo 1, comma 4, della legge 25 giugno 1999, n. 208", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 1 aprile 2000 Art. 1. “Finanza regionale e strumenti di programmazione finanziaria e di bilancio. 1. La finanza regionale concorre con la finanza statale e locale al perseguimento degli obiettivi di convergenza e di stabilità derivanti dall'appartenenza dell'Italia alla Comunità europea ed opera in coerenza con i vincoli che ne derivano in ambito nazionale. 2. Le impostazioni delle previsioni di entrata e di spesa del bilancio della Regione si ispirano al metodo della programmazione finanziaria. A tale fine la regione adotta ogni anno, insieme al bilancio annuale, un bilancio pluriennale, le cui previsioni assumono come termini di riferimento quelli della programmazione regionale e comunque un termine non superiore al quinquennio. Il bilancio pluriennale e' allegato al bilancio annuale. 3. La Regione può altresì adottare, in connessione con le esigenze derivanti dallo sviluppo della fiscalità regionale, una legge finanziaria regionale, contenente il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio pluriennale. Essa contiene esclusivamente norme tese a realizzare effetti finanziari con decorrenza dal primo anno considerato nel bilancio pluriennale ed e' disciplinata con legge regionale, in coerenza con quanto previsto dall'articolo 11 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.”

Anteprima della Tesi di Berardino Buccella

Anteprima della tesi: Il Diritto del Lavoro nel nuovo art.117 della Costituzione, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Berardino Buccella Contatta »

Composta da 256 pagine.

 

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