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William James, filosofo della libertà

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13 La filosofia era l’unica scienza accettabile per Henry Sr.; le scienze applicate erano invece tenute in nessuna considerazione 50 . William James si trovava dunque in una situazione decisamente imbarazzante: egli era un ragazzo molto intelligente e altrettanto ambizioso e la sua più grande ambizione era quella di soddisfare le esigenze paterne; allo stesso tempo egli sentiva una certa resistenza ad accettare supinamente le decisioni di Henry intorno alla sua carriera; queste infatti, oltre a non tenere in considerazione i suoi desideri e le sue inclinazioni, erano spesso contraddittorie e poco decifrabili. Ambiguo era inoltre l’atteggiamento generale del padre 51 ; quando infatti egli concesse al giovane William di intraprendere la carriera artistica, lo fece quasi esclusivamente nella convinzione che tutto si sarebbe risolto in un fallimento e allora il figlio sarebbe stato più pronto ad accettare ciò che egli avrebbe deciso in sua vece: Il diciottenne coi corti baffetti e due occhi seri e pensierosi che era tornato a Newport con la sua famiglia nell’autunno del 1860 era un ragazzo equilibrato e pieno di fiducia, ma indubbiamente William James si domandava ora se aveva fatto bene a strappare la sua famiglia dal continente europeo per andare a studiare dal maestro Hunt a Newport. Egli sapeva bene che il padre, sebbene gli avesse dato il permesso di studiare la pittura, era poi speranzoso che il figlio sarebbe tornato sulla “retta via” dello studio scientifico. [...] d’altro canto Henry James Sr., forse inconsciamente, limitò i propri figli proprio per via della sua indulgenza: infatti il fatto che mostrasse di concedere la massima libertà possibile frenava i figli, che ben sapevano quali fossero i suoi desideri, più di un’aperta opposizione [in sostanza favorendo lo sviluppo di un forte senso di colpa]. Era difficile ribellarsi a un padre che sembrava essere estremamente liberale 52 . Questo brano pone chiaramente in luce alcuni dei ‘meccanismi affettivi’ del comportamento di Henry James; egli, come abbiamo visto, voleva che i propri figli fossero il più possibili liberi: liberi di cambiare una scuola con un’altra, di trasferirsi da un paese all’altro, liberi di studiare materie differenti e con differenti professori; egli inoltre voleva che non crescessero assillati dalla necessità di intraprendere al più presto una carriera determinata che segnasse precocemente la loro strada. Il padre di William poi, si sentiva giustificato in questo comportamento da una sorta di ‘pedagogia fourieriana’: 50 Ivi, p. 102. 51 William James sarebbe diventato adulto con una dubbia eredità paterna; l’amore per la libertà e la relativa elasticità di pensiero e l’interiorizzazione dei fini scientifici e religiosi del padre. P. J. Croce, op. cit., p. 40. James, lacerato tra la scienza spirituale del padre e il naturalismo scientifico, lottava per trovare la propria strada. La sua prima educazione con suo padre gli avrebbe lasciato un interesse permanente per gli argomenti religiosi, anche se con una differente prospettiva rispetto a quella paterna. Ivi, p. 109. 52 G. W. Allen, op. cit., p. 64.

Anteprima della Tesi di Federico Riva

Anteprima della tesi: William James, filosofo della libertà, Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Federico Riva Contatta »

Composta da 510 pagine.

 

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