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William James, filosofo della libertà

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2 L’esperienza non gli avvelenò l’animo, né diminuì la sua carica d’energia vitale, ma stimolò la sua sensibilità e acuì la sua tendenza a rimuginare, contribuì al suo distacco dal mondo degli affari e lo predestinò a una vita sedentaria. 4 Nel 1830 Henry James Sr. Si diplomò allo Union College 5 di Shenectady e nel 1835 si iscrisse al seminario di Princeton. Già allora però era evidente quanto il suo carattere e il suo pensiero fossero distanti dalla cultura ecclesiastica. Non sembrava affatto essere adatto alla vita religiosa e infatti dopo due anni decise di abbandonare il seminario 6 . Nel 1840 si sposò con Mary Walsh, che gli starà vicino per quasi tutta la vita 7 . Il padre di Henry — William “di Albany” — , morto nel 1832 in seguito a un attacco cardiaco, aveva lasciato in eredità un patrimonio di oltre un milione di dollari, una cifra enorme per l’epoca. Purtroppo per Henry però, questi aveva tenuto conto, nel redigere il testamento, dei suoi attriti 8 con il figlio, che non aveva mai preso in seria considerazione l’ipotesi di dedicarsi agli affari e di continuare così la gestione dell’impero paterno. Henry però non si arrese: conscio di non essere in grado di raggiungere un’autonomia economica che gli permettesse di dedicarsi ai suoi interessi senza doversi guadagnare il pane per vivere, 4 TCWJ I, p. 8. 5 Henry James Sr. Non fu però un allievo modello del College: Egli aveva ben poco interesse per lo studio dei classici e della matematica e si ribellava contro la decisione paterna di fargli studiare legge [...]. Appena poté egli si unì alla appena istituita Sigma Phi Fraternity, gettandosi a capofitto nelle sue attività. La sua passione per la bella vita si dimostrò molto costosa; il suo amore per le osterie e i buoni sigari fece lievitare enormemente i conti che il padre doveva pagare. Nel corso di un anno Henry James s’era guadagnato la reputazione di spendaccione e ubriacone. Linda Simon, Genuine Reality; A Life of William James, Harcourt Brace and Co., New York 1998, p. 9. 6 Come studente di teologia di Princeton, James non poteva avere molto in comune con i suoi condiscepoli. Per essi infatti la religione era un’istituzione, per lui invece era una rivelazione originale e personale. TCWJ I, p. 11. 7 Sono molti i critici che, soprattutto recentemente, hanno posto l’attenzione sulla freddezza che intercorreva nei rapporti tra Mary Walsh e il secondogenito William: William rimase comunque in silenzio nel periodo immediatamente successivo al funerale della madre. Ci sono infatti pochi indizi per ritenere che il figlio maggiore le fosse particolarmente attaccato. Daniel W. Bjork, William James, The Center of His Vision, Columbia University Press, New York 1988, p. 131 Non è stato scritto molto sulla figura di Mary James Walsh; in parte questo è certamente dovuto al fatto che lo stesso James parlò di lei molto raramente e in parte è dovuto alla sua personalità: era una donna completamente dedita alla famiglia, cosa non certo rara all’epoca e, sebbene la sua presenza non fosse “prepotente” come quella del marito, ebbe un ruolo importantissimo nel sostenerlo in ogni sua iniziativa e nell’infondere un clima di serenità e di tranquillità in famiglia; suo nipote, Henry James — figlio primogenito di William James — , le attribuirà un ruolo importante nella formazione della personalità dei due figli maggiori: Non sarebbe certo sbagliato vederla come la fonte della straordinaria ricettività e della sensibilità estetica che caratterizzò i due figli maggiori. LWJ I, p. 9. Alcuni critici hanno recentemente messo in luce il fatto che William non fosse particolarmente affezionato alla madre, e quindi, giusta questa prospettiva, il suo ‘silenzio’ nei suoi confronti non sarebbe più interpretabile come segno di rispetto per la sua memoria (come invece suggerisce Henry James nell’introduzione all’epistolario paterno) cfr. Ibidem. Il rapporto di William con la madre rimane comunque avvolto da un’ombra di mistero: Sugli effetti della morte della madre [inizio 1882] su William si può soltanto congetturare, dal momento che egli non fa menzione del suo stato d’animo nelle lettere o nel diario, come invece fece il fratello Henry. G. W. Allen, op. cit., p. 241. 8 Il padre di Henry Sr. tenne un comportamento coi propri figli molto tradizionale e ‘conservatore’; la sua attenzione principale erano gli affari e perciò l’educazione dei figli assumeva quei tratti di formalità che possono essere facilmente confusi con il distacco; questa attenzione per le apparenze, più che per i contenuti si rivelava anche nel suo rapporto con la religione (calvinistica); Il padre di Henry James [Sr.] era troppo occupato coi propri affari per poter dedicare attenzione ai propri figli; si accontentava di assicurarsi che essi seguissero le funzioni religiose e si attenessero formalmente all’ortodossia presbiteriana. Ivi, p. 5.
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William James, filosofo della libertà

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Informazioni tesi

  Autore: Federico Riva
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Francesco Moiso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 510

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