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William James, filosofo della libertà

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3 decise, insieme col fratello William — anch’egli ‘escluso’ dalla maggior parte dell’eredità — di impugnare il testamento, riuscendo infine a ottenere quello che riteneva gli spettasse di diritto. L’ottenuta eredità paterna diede a Henry James l’opportunità di essere un uomo “libero”; libero dalla necessità di guadagnarsi da vivere 9 e libero però anche di non trovare un proprio ruolo nella società che potesse soddisfarlo. Ma il ruolo che Henry James non avrebbe trovato nella società fu presto ‘sostituito’ da il ruolo di marito, ma soprattutto di padre, un ruolo al cui perfezionamento egli dedicò gran parte delle energie che non potevano trovare sfogo in una professione vera e propria. Per Henry la famiglia era una società in microcosmo, e il successo nella sfera familiare non era meno importante del successo nel mondo degli affari o della politica 10 . 1.1.2 La crisi spirituale e le ‘conversioni’: Sandeman, Swedenborg e Fourier. Henry James dunque, dopo avere ereditato parte della fortuna paterna e aver sposato una donna che sembrava adatta al ruolo di moglie e di infermiera allo stesso tempo, poteva ora dedicarsi ai suoi studi e alle sue riflessioni; il Leitmotiv di tutti i suoi scritti è la religione. Come già si è accennato, Henry James era stato educato secondo la dottrina calvinistica, ma definire calvinista la sua fede sarebbe certamente un errore: egli infatti era un calvinista non ortodosso — come non fu ortodosso in nessuna sua attività intellettuale — ; un esempio di questa ‘eterodossia’ jamesiana è ben raffigurato dal suo atteggiamento verso la dialettica della colpa e della salvezza: mentre la religione calvinistica intende infatti la colpa dell’uomo come qualcosa di collettivo, qualcosa che appartiene all’uomo in quanto uomo, all’umanità, per James è esattamente il contrario: l’uomo pecca singolarmente ed è come singolo responsabile dei suoi peccati. E, come per il calvinista ortodosso la salvezza è un dono che viene donato al singolo, al contrario per James solo all’interno di una dimensione collettiva il singolo può trovare la sua salvezza 11 . 9 Se c’era qualcosa che poteva frustrare la libertà e la spontaneità di un uomo, pensava Henry Sr., questa era proprio la necessità di guadagnarsi da vivere. L. Simon, op. cit., p. 38. 10 Ivi, p. 14. 11 Anche Allen pone in evidenza l’eterodossia del calvinismo di Henry James: [...] egli credeva che la salvezza del singolo dipendesse da quella dell’intera società [...] gli uomini sarebbero stati salvati soltanto collettivamente. Questa convinzione influenzò profondamente l’atteggiamento di Henry James verso la società, rendendolo un uomo decisamente democratico. E in seguito ne fece anche un genitore tenero e permissivo, ma allo stesso tempo ossessionante nell’amore provato per i propri figli. G. W. Allen, op. cit., p. 9.

Anteprima della Tesi di Federico Riva

Anteprima della tesi: William James, filosofo della libertà, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Federico Riva Contatta »

Composta da 510 pagine.

 

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