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William James, filosofo della libertà

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6 Era impossibile per James essere un buono swedenborghiano 19 come lo era stato essere un buon presbiteriano. [...] “non è come chi vede fantasmi, ma come chi vede verità, che Swedenborg gli interessa”. Per lui la religione era un fatto d’esperienza intima, e non di dogmi o di rivelazioni 20 . Ma Henry James non solo era ‘eterodosso’; egli era soprattutto un eclettico; quell’autore che sembrava fornirgli la possibilità di giustificare meglio le proprie teorie o che sembrava potere aiutarlo a trovare una propria strada nel suo cammino di calvinista ‘critico’ diventava per lui un punto di riferimento imprescindibile 21 ; L’altra grande fonte di luce era Fourier 22 , che morì nel 1837e la cui fama si sparse tanto rapidamente che, nel 1846 il numero dei suoi seguaci in America ammontava a 200.000 persone 23 . Fourier rappresentò per Henry James una sorta di completamento alla propria interpretazione della dottrina swedenborghiana; come ricorda il Perry 24 , Fourier e Swedenborg erano due personaggi certamente molto differenti, negli interessi e nello stile, ma entrambi sembravano — almeno nelle esigenze del padre di William — avere bisogno l’uno dell’altro: 19 Il figlio di William James, Henry James III, — nell’edizione dell’epistolario paterno — cerca di ‘levare’ il ricordo del padre dalla schiera degli ‘swedenborghiani’: Mentre stava ancora combattendo il suo stato di melanconia, un’amica lo introdusse agli scritti di Swedenborg. Grazie al loro aiuto, egli trovò il sollievo necessario e una fede che lo accompagnò anche dopo l’intensità della rivelazione. LWJ I, p. 12. Ma, dopo due pagine, egli aggiunge: L’erronea opinione che è diventata oggi d’attualità, e che descrive Henry Senior come un ministro del culto swedenborghiano appare come una completa assurdità per chi ne conosca gli scritti.: egli pensava infatti che le chiese in generale si fossero vendute l’anima al diavolo e, in particolare, che i principali peccatori fossero a questo riguardo le congregazioni swedenborghiane [...]. Ivi, p. 14. A proposito del legame fra la religiosità di Henry James Sr. e la sua fedeltà al pensiero di Swedenborg, il Perry scrive: Il padre di James [...] era religioso a causa della profondità delle sue riflessioni e della sua esperienza personale. Come tutti i filosofi mistici, egli trovò Dio al di là del suo stesso pensiero. Egli attribuì, è vero, la propria salvezza personale a Swedenborg; ma allo stesso tempo si dissociò nettamente dalla setta degli swedenborghiani e nutrì la propria mente con la metafisica. La sua teologia era una sottile razionalizzazione del distacco e del successivo ritorno dell’uomo a Dio attraverso la perfezione della società.. R. B. Perry, In the Spirit of William James, Greenwood Press, Westport 1979, p.16. Ciò nondimeno Henry James, per tutta la vita, si distinse per la sua ‘fedeltà’ all’opera dello scrittore svedese: Henry James portava sempre con sé in ogni viaggio i testi di Swedenborg, deponendoli con riverenza in qualunque nuova dimora della propria famiglia. L. Simon, op. cit., p. 50. 20 TCWJ I, p. 25. Le parole tra virgolette sono di Catarine Walsh, la zia di William James, nota appunto come “Aunt Kate”. 21 Il Perry ci ricorda anche come il pensiero di Henry James non fosse affatto limpido: E. L. Godkin [editore della Nation] scriveva di HJS: “Quale fosse la precisa natura della sua filosofia, non mi fu mai dato di comprendere pienamente, ma egli dichiarava di essere uno swedenborghiano [...]” Ivi, p. 105. E ancora: [Un editore newyorchese diceva di HJS] “Non ho mai potuto comprendere James. Mi sembra che egli si sforzi continuamente di provare che non c’è differenza tra il bene e il male; senza dubbio, se egli ha una preferenza tra i due, è per il male”. Ivi, p.17. 22 Anche la madre di William fu partecipe attivamente agli entusiasmi di Henry James per il fourierismo: Il padre e la madre di William si convertirono alla dottrina di Fourier, ed essi tennero spesso nella propria casa conversazioni a questo proposito in compagnia di personaggi come Albert Brisbane , in America uno dei seguaci più ferventi di Fourier, Parke Godwin, editore dell’Evening Post, e William Cullen Bryant, l’editore della Post. G. W. Allen, op. cit., p. 13. 23 TCWJ, p. 28. Cfr. R. W. Gladish, Swedenborg, Fourieran the America of the 1840s, Swedenborg Scientific Association, Bryn Athyn 1983 e C. J. Guarneri, The Utopian Alernative; Fourierism in Nineteenth-Century America, Cornell University Press, Ithaca 1993. 24 Cfr. TCWJ I, pp. 31-32.

Anteprima della Tesi di Federico Riva

Anteprima della tesi: William James, filosofo della libertà, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Federico Riva Contatta »

Composta da 510 pagine.

 

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