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Erminio Macario - i film prodotti da Luigi Rovere

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8 Il comico che nasce dal senso di superiorità ha origini letterarie tra le più nobili e antiche. Ci pensa Armando Plebe 4 a ricordarci la figura di Tersite che nell’Iliade viene a scontrarsi con Ulisse all’interno del campo Acheo e finisce denudato, percosso e, appunto, deriso. In realtà Tersite, pur brutto, deforme, maldicente e sconfitto, viene deriso fondamentalmente per un altro motivo: egli, infatti, è persona ambiziosa, incapace di perdere e per di più dotata di una caratteristica estranea ai suoi compagni Achei, cioè un’oratoria fuori dal comune. Entra quindi in gioco un nuovo elemento: una sorta di vendetta contro chi si crede più furbo ed invece viene sconfitto: <<proprio da questo contrasto sorge il comico: il forte ride del debole, non solo perché questi è sconfitto, ma soprattutto perché questi è ambizioso nell’intelletto e si duole della sua inferiorità fisica>> 5 . Il lavoro a mio modo di vedere più completo sul comico e sul riso risulta essere il saggio Il riso di Bergson 6 , capace di schematizzare in maniera piuttosto precisa le origini e di scovarne l’essenza. Tre sono per Bergson le caratteristiche indiscutibili del comico. Prima di tutto è comico solo quello che riguarda la sfera umana, non ridiamo di un animale perché è buffo in sé ma perché un qualche suo aspetto, fisico o comportamentale, ci ricorda un amico, un parente, comunque un uomo 7 . In secondo luogo, caratteristica fondamentale del comico è l’insensibilità, una sorta di indifferenza verso la situazione o la persona oggetto del riso; se la pietà, l’emozione, prendono il sopravvento, la situazione smette per noi di essere esilarante e diventa qualcos’altro, diventa pietosa, triste, addirittura drammatica (il filo che divide il comico dal drammatico è sempre stato sottilissimo). <<Il comico esige dunque, per produrre tutto il suo effetto, qualcosa come un’anestesia momentanea del cuore: si dirige alla pura intelligenza.>> 8 E da qui nasce il terzo punto fondamentale: questa intelligenza deve venirsi a trovare in mezzo ad altre intelligenze. L’uomo, per ridere, ha bisogno della presenza di altri suoi simili intorno a lui, il comico è un fenomeno di massa. Un’improvvisa scena comica raramente ci fa scoppiare a ridere se vi assistiamo da soli, al limite ci strappa un sorrisino, ma se siamo in compagnia di amici siamo capaci di esplodere in sonore risate per molti minuti e addirittura torneremo a ridere ricordando la scena anche diverse ore più tardi. Gli sceneggiatori delle sit-com americane hanno imparato a sfruttare questa regola già dagli anni Settanta inserendo quelle terrificanti (ma efficaci) risate registrate per spingere lo spettatore a farsi coinvolgere in una situazione che altrimenti lo lascerebbe quasi indifferente 9 . 4 Armando Plebe, La nascita del comico, La Terza, Bari, 1956, Ivi, p. 22 ss. 5 Ivi, p. 23. 6 Henri Bergson, Il riso, Utet, Torino, 1971. 7 <<Si riderà d’un cappello; ma non del pezzo di feltro o di paglia, bensì della forma che l’uomo gli ha data, del capriccio umano di cui esso ha preso la forma. Io mi domando come mai su un fatto, sì importante nella sua semplicità, non si sia più a lungo indugiata l’attenzione dei filosofi. Parecchi hanno definito l’uomo “un animale che sa ridere”; avrebbero potuto definirlo un animale che “fa” ridere, giacchè se qualche altro animale o qualche altro obietto inanimato vi perviene è sempre per una rassomiglianza con l’uomo, per l’impronta che l’uomo vi imprime o l’uso che ne fa>>. (Ivi, p. 146). 8 Ibidem 9 Bergson conclude l’analisi di questi tre aspetti fondamentali del comico riassumendoli in un unico periodo: <<Il “comico” nasce quando uomini riuniti in gruppo dirigono l’attenzione su uno di loro, facendo tacere la loro sensibilità ed esercitando solo la loro intelligenza.>> (Ivi, p. 147).
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Erminio Macario - i film prodotti da Luigi Rovere

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Informazioni tesi

  Autore: Gabriele Farina
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Discipline dell'Arte, della Musica e dello Spettacolo
  Relatore: Franco Prono
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 172

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