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Il mutuo ad interesse usurario

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9 La caratteristica del patto di usurae che accedeva ad un mutuo era, però, la sua non azionabilità. Le usurae semplicemente pattuite, peraltro, se pagate spontaneamente, non erano ripetibili e, una volta pagate, non potevano essere imputate al capitale. Ciò si giustificava in quanto, l'adempimento di un patto, corrispondeva ad un dovere morale. Una deroga a questo principio veniva introdotta da Giustiniano, in una Novella del 535, emessa su richiesta dei banchieri di Costantinopoli, statuendo la facoltà per questi di pretendere gli interessi dell'8%, anche se non stipulati ma pattuiti verbalmente. L'obbligo delle "usurae", infine, poteva ricondursi all'ordinamento, come nel caso della mora del debitore e in molte altre ipotesi espressamente previste. Nei casi in cui il limite massimo veniva varcato, si giustificavano dei provvedimenti repressivi che, come ricorda Cervenca, erano di vario tipo e si diversificavano nel tempo. 7 In particolare, per l'epoca repubblicana, vi era una competenza criminale degli edili contro gli usurai, con la possibilità di infliggere multe, ma vi era anche la possibilità di agire con un'azione penale privata, diretta al quadruplo degli interessi ingiustamente percepiti; questa possibilità veniva meno alla fine della Repubblica, limitandosi la condanna dell'usuraio alla restituzione di quanto percepito al di sopra del tasso massimo. 7 G. CERVENCA, op. ult. cit.,pag.1134

Anteprima della Tesi di Roberto Di Napoli

Anteprima della tesi: Il mutuo ad interesse usurario, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Roberto Di Napoli Contatta »

Composta da 161 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.