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Ascanio Amalteo e la riforma forestale del 1792 nel Trevigiano

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7 I boschi di rovere sono l’oggetto di questa riforma e si trovano un po’ ovunque: sui monti, sulle colline, ma soprattutto nella vasta pianura alluvionale, distinta in alta e bassa, cioè a monte e a valle delle risorgive. Tuttavia, il territorio più ricco di rovereti è quello della bassa pianura, contraddistinto da un terreno argilloso- umido particolarmente adatto a roveri e farnie. Fin dalle sue origini, Venezia possedeva un certo numero di boschi, in parte coronali e in parte comunali. I primi erano riservati al Doge e solo in seguito passarono sotto l’autorità del Maggior consiglio, mentre i secondi erano affittati o dati in usufrutto alle gastal- dìe. Successivamente, con l’ingrandimento dei suoi domini, la Repubblica am- pliò il suo patrimonio boschivo e la direzione generale di tale materia fu affidata ai rettori delle città, alle podesterie e a varie magistrature. La città lagunare, avvertendo da sempre la scarsità di legname come un perico- lo da evitare in ogni modo, delineò gradualmente una rete organizzativa che si occupava del taglio, del trasporto e, in generale, della gestione del legname. Tale organizzazione tuttavia, pur restando ineguagliata nella storia, fu difettosa fin dai primordi e tale rimase, nonostante i molti tentativi di riforma, fino agli ul- timi anni della Repubblica, rivelandosi talora difficilmente gestibile per la man- canza di coerenza politica, per i continui conflitti tra Stato e comuni e per una generale e diffusa corruzione. Di fronte alle difficoltà amministrative, il Senato decise, con la legge 4 dicembre 1452, di abbandonare ai rispettivi comuni tutti i boschi e il loro governo, sotto condizione di fruirne in comune e nel rispetto del legname per uso pubblico. Ta- le legge fu infelice, poiché, non solo non risolse i problemi, ma, anzi, aggravò la penuria di legname negli anni seguenti. Così il Senato decise di riunire tutti i po- teri in materia boschiva nelle mani di una sola persona e nel 1458 fu creata la carica di Provveditore alle legne e boschi, che nel giro di breve tempo acquistò un grandissimo potere. Nonostante, però, questo andirivieni di appartenenza e di responsabilità, la si- tuazione rimase a lungo incerta e poco stabile, infatti: «Ancora all'inizio del XVI secolo, paludi e acquitrini occupano gran parte del territorio compreso tra il Piave e il Livenza, solo interrotti qua e là da pascoli e boschi. Queste terre ancora incolte erano di proprietà pubblica e venivano sfruttate dai residenti dei villaggi limitrofi […]. In questa congerie di confini era difficile stabilire ove terminassero le giurisdizioni dei vari villaggi e così

Anteprima della Tesi di Fabrizio Bertino

Anteprima della tesi: Ascanio Amalteo e la riforma forestale del 1792 nel Trevigiano, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fabrizio Bertino Contatta »

Composta da 222 pagine.

 

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