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11 Settembre 2001 "Per non dimenticare"

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11 1.3) I crolli Ma il peggio doveva ancora venire. Alle ore 10.07 accadde, infatti, la peggiore delle ipotesi supposte e nello stesso tempo rifiutata dall’immaginario collettivo di tutti coloro che erano presenti sul luogo della tragedia e da chi, collegato da ogni parte del mondo tramite le numerose dirette televisive, assisteva al dramma, come ipnotizzato ed impotente sul da farsi. L’architetto italiano Renzo Piano, il famoso maestro d’arte contemporanea nel settore della progettazione di costruzioni civili, tecnico apprezzato in tutto il mondo per le sue competenze e sicuramente grande esperto nelle tecnologie di edificazione dei moderni fabbricati, avendo assistito in diretta alla tragedia dichiarò, in una successiva intervista, di essere stato in tutti quei drammatici momenti, tormentato dal seguente pensiero: “Mi misi a calcolare il tempo di vita che restava ai due edifici. Il calore del carburante è mostruoso. Sapevo che non avrebbero resistito. Contavo i minuti, non venivano giù e pensai, forse sbaglio…”. 4 L’architetto Renzo Piano non si sbagliava affatto e, negli istanti in cui il timore di un possibile crollo, comune nei pensieri di tante persone, si faceva sempre più ossessivo, con un assordante fragore, avvolta in un immenso polverone, la Torre Sud del World Trade Center (che si distingueva dalla gemella per la mancanza sulla cima della gigantesca antenna televisiva), implodendo su se stessa veniva giù, sgretolandosi in milioni di metri cubi di polvere, vetro, acciaio e cemento. La sua mole seppelliva sotto le macerie migliaia di vittime innocenti, uomini, donne e bambini, la cui unica colpa era stata quella di trovarsi in quel preciso momento proprio lì, nel luogo dell'attentato. Tutte quelle povere persone furono inesorabilmente travolte ed uccise, insieme a centinaia di pompieri e volontari accorsi nel frattempo per prestare i primi soccorsi. Agli occhi del mondo si presentava una scena apocalittica, ben degna di essere rappresentata in un girone dell’inferno dantesco. Un’immensa nuvola di fumo, polvere e schegge, si diffondevano per tutta “downtown”, invadendo strade ed isolati, penetrando nelle hall degli alberghi, nei negozi, nei bar, fino ai pianterreni degli edifici circostanti, per poi diffondersi sempre più su, verso i piani alti. Enormi cumuli di macerie e detriti sovrastavano l’area su cui si erigeva fino a poco prima la Torre Sud del Wtc che, per la cronaca, era stata la seconda ad essere colpita. A Manhattan tutto in quel momento si 4 Cfr. G. RIOTTA, op. cit., p.7

Anteprima della Tesi di Franco Pallassini

Anteprima della tesi: 11 Settembre 2001 "Per non dimenticare", Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Franco Pallassini Contatta »

Composta da 222 pagine.

 

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