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La valutazione della ricerca scientifica

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2 La prima fu prodotta negli anni quaranta dal lavoro dei Keynesiani Harrod e Domar; la seconda iniziò negli anni cinquanta con lo sviluppo di un modello neoclassico di crescita economica da parte di Solow e Swan. Infine, la terza è iniziata verso la metà degli anni ottanta con i lavori di Romer e Lucas. Harrod e Domar furono influenzati nei loro studi dalla Grande Depressione del 1933 e dalla paura per le conseguenze della seconda guerra mondiale sull’economia, che li spinsero a ricercare le condizioni soddisfatte le quali un sistema economico è in grado di crescere nel lungo periodo in stato stazionario limitando i danni prodotti dall’incertezza e dall’alternarsi dei cicli economici. Nella loro teoria l’instabilità era il risultato dell’incapacità da parte dei governi di uguagliare il tasso di crescita garantito (dato dal tasso di risparmio e da un certo bisogno di capitale per unità di output) al tasso di crescita naturale (dato dal tasso di crescita della forza lavoro e dell’output per lavoratore). Secondo Harrod e Domar si poteva garantire un alto tasso di crescita stimolando con politiche adeguate il tasso di risparmio ed indirizzando gli investimenti verso gli impieghi più produttivi. Solow e Swan dubitavano che la chiave per passare da un basso ad un alto tasso di crescita potesse risiedere nella crescita del tasso di risparmio. Nel loro primo modello, un paese che fosse riuscito ad elevare permanentemente i suoi tassi di risparmio e di investimento avrebbe ottenuto per un certo periodo di tempo tassi di crescita superiori, tuttavia, individuavano nello sviluppo tecnologico la fonte primaria di crescita economica. Un’innovazione tecnologica garantisce per un certo periodo di tempo un balzo nei tassi di crescita, ma se non si introducono continuamente ulteriori innovazioni il tasso di crescita ritorna al suo livello “naturale”. Se non vi fosse progresso tecnico il tasso di crescita dell’economia dovrebbe dipendere da una media ponderata tra il tasso di crescita del capitale e quello del lavoro (intendendo in senso lato progresso tecnico e prescindendo dai rendimenti crescenti); se il prodotto cresce maggiormente, ciò è da imputarsi ad un’ulteriore variabile, il progresso tecnico per l’appunto. Solow osservò che il saggio di sviluppo del reddito tra il 1909 e il 1949 non spiegabile con una variazione degli input capitale e lavoro era stata in media dell’1,5% annuo, ovvero i 7/8 dell’aumento del reddito erano da attribuirsi al progresso tecnico! In realtà tale interpretazione lasciava alcuni dubbi, vi sono numerose influenze sulla crescita non riconducibili al progresso tecnico.

Anteprima della Tesi di Marco Seeber

Anteprima della tesi: La valutazione della ricerca scientifica, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Marco Seeber Contatta »

Composta da 199 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.