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Il Sistema Informativo delle aziende ad Alto Contenuto Etico

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8 integrato di elementi, interdipendenti e interagenti fra loro e l'ambiente, per il raggiungimento di un obiettivo prefissato. Il considerare l'azienda un sistema aperto, fa sì che essa possa essere analizzata attraverso gli input che introduce dall'ambiente esterno (economico, sociale, culturale, politico-legislativo e finanche l'ecosistema ambientale), e gli output che offre ad esso dopo aver opportunamente trasformato gli input in base alle sue caratteristiche. Il considerare invece l'azienda un sistema teleologico, ci permette di spiegarla in funzione dei fini che persegue e di definirla al variare degli obiettivi finalizzanti, poiché il fine orienta gli obiettivi, e gli obiettivi determinano le diverse modalità di comportamento gestionale, cioè i diversi modi di essere un sistema azienda ( 34 ) ( 35 ). 1.2 IL VETTORE DI OBIETTIVI ECONOMICO-SOCIALI (LO SCOPO DI LUCRO NELLA TEORIA ECONOMICO-AZIENDALE: DA OBIETTIVO A VINCOLO) Definita l'azienda come sistema finalizzato al raggiungimento di determinati obiettivi, andiamo ora ad iniziare l'osservazione del vettore di obiettivi perseguibili e dei vincoli che ne condizionano il raggiungimento. Consideriamo inizialmente la teoria tradizionale italiana, e la contrapposizione che comunemente viene fatta fra: - aziende che producono per il mercato al fine di conseguire un reddito (fine ultimo cui tende la gestione) ( 36 ) o imprese; - aziende di erogazione, dove i processi produttivi di reddito (se esistenti) non sono fine a se stessi, ma sono volti a realizzare migliori condizioni erogative, ossia sono soltanto mezzi per il raggiungimento dei fini primari dei soggetti per cui sono state istituite. 34 - Si veda in merito A. MATACENA, Impresa e ambiente. Il "bilancio sociale". CLUEB, Bologna 1984 35 - La teoria generale dei sistemi ci permette di avvalorare questa impostazione. In uno studio approfondito sul funzionalismo dei sistemi, si afferma che qualsiasi sistema organizzato teleologicamente rispetto ad una certa sua caratteristica (che può essere una proprietà, uno stato, un processo) cercherà di automantenersi rispetto ad essa o di trovarsi in una fase evolutiva verso questa. Nel caso in cui vi siano diverse caratteristiche nei cui confronti il sistema è funzionale, queste possono costituire un certo tipo di "gerarchia", la quale può fondarsi su relazioni di dipendenza causale, di precedenza temporale, o di importanza relativa rispetto ad una scala di valori. Si può supporre che alcune caratteristiche siano "indispensabili" alla sopravvivenza del sistema, tanto che un loro elenco possa diventare una definizione (magari parziale) di ciò che si intende per quel dato sistema (Cfr. E. NAGEL, "Una formalizzazione del funzionalismo" in F.E. EMERY (a cura di), La teoria dei sistemi. Presupposti, caratteristiche e sviluppi del pensiero sistemico, Angeli, Milano 1974, pag. 337-357). 36 - Partendo dai limiti attribuiti alla tradizionale dottrina della finalizzazione dell'impresa al reddito prodotto, si è diffusa presso alcuni autori la "teoria della creazione del valore", la quale mette in discussione la validità del reddito prodotto di periodo come unità di misura delle "reali" performances dell'impresa, affermando che l'obiettivo finalizzante l'impresa è dato dalla massimizzazione del valore del suo capitale economico. La teoria ipotizza l'impresa come un particolare investimento, gestita al fine di creare valore che si diffonde successivamente su quello dei titoli rappresentativi dell'investimento. L'impresa crea valore se ogni sua azione è volta ad ottimizzare il reddito di lungo periodo e a contenere il livello di rischio che su esso grava, eliminando contestualmente la presenza di eventuali attività che distruggono valore. L'ottimizzazione/massimizzazione del reddito di lungo periodo dipende dal tasso di reinvestimento del risultato periodico. Tra i numerosi autori che hanno recentemente affrontato questi temi, si possono vedere, fra gli altri, L GUATRI, La teoria di creazione del valore. Una via europea, EGEA, Milano 1991 e A. MATACENA, Il bilancio di esercizio. Strutture formali, logiche sostanziali e principi generali, CLUEB, Bologna 1993, nota a pag. 85-87) e le ampie bibliografie contenute in questi testi.

Anteprima della Tesi di Monica Vitali

Anteprima della tesi: Il Sistema Informativo delle aziende ad Alto Contenuto Etico, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Monica Vitali Contatta »

Composta da 159 pagine.

 

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