Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il crollo del peso messicano e cenni sulla crisi asiatica

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

IV Malesia, Indonesia e Filippine) aveva storicamente tassi d’inflazione molto bassi (Filippine a parte) e un debito statale notevolmente inferiore. La Tailandia e gli altri paesi sud-est asiatici furono caratterizzati da deficit di parte corrente via via maggiori durante gli anni ’90, tuttavia mantenevano alti livelli di crescita economica (PIL attorno al 7-8%) e un livello elevato di esportazioni. Non veniva messa in dubbio quindi dagli operatori finanziari la capacità della regione di onorare i debiti esteri. Partendo dalla Tailandia, alcuni fatti gravi nel settore privato (ad esempio il fallimento della Finance One e della Somprasong Land, le due maggiori compagnie finanziarie del paese) e il brusco rallentamento delle esportazioni tra il 1996 e il 1997 modificarono le aspettative del mercato finanziario internazionale. Aspettative rafforzate anche dai fallimenti per miliardi di dollari di alcuni grandi centri industriali in Corea (la HANBO, la SAMMI STEEL e la KIA Motors) che avevano coinvolto anche le banche creditrici. Il ritiro dei capitali esteri fu seguito dal prelievo di moneta estera dal settore privato per chiudere le esposizioni debitorie. La volontà di mantenere il tasso di cambio fisso con il dollaro divenne incompatibile con il ruolo di prestatore di ultima istanza espresso dalla Banca Centrale, nel tentativo di salvare gli istituti finanziari. La fragilità del sistema bancario fu la cassa di risonanza che portò ad una crisi maggiore del previsto e del necessario. Sia il Messico sia la Tailandia avevano avviato infatti la liberalizzazione del settore finanziario verso la fine degli anni ottanta. Tuttavia le norme, le procedure bancarie (ad esempio per l’erogazione di un credito) e i controlli non vennero adeguati al nuovo ambiente e i grandi afflussi di capitali esteri non trovarono dei sistemi bancari solidi ed attenti. Caso limite poté essere proprio la Tailandia dove le compagnie finanziarie s'indebitavano a breve emettendo cambiali impiegando gran parte dei fondi raccolti nel settore immobiliare e dell’edilizia, quindi nel lungo termine. I prestiti a breve termine aumentarono vertiginosamente con l’istituzione della BIBF (Bangkok International Banking Facility) nel 1993, istituto tailandese preposto ad erogare credito in valuta estera (tipicamente dollari) sia all’interno sia all’esterno del paese. Dall'inizio degli anni novanta, le banche della Corea del Sud, della Tailandia, dell'Indonesia, della Malesia e delle Filippine erano andate raccogliendo prestiti in dollari e yen sul mercato internazionale dei capitali ai

Anteprima della Tesi di Fabio Cremasco

Anteprima della tesi: Il crollo del peso messicano e cenni sulla crisi asiatica, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Fabio Cremasco Contatta »

Composta da 304 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1551 click dal 12/10/2004.

 

Consultata integralmente 12 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.