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Diffamazione a mezzo stampa e diritto di cronaca

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Capitolo 2 13 <>. La diffamazione è considerata dalla giurisprudenza e dalla dottrina prevalente come un reato di pericolo che si consuma con la sola comunicazione dell’offesa a più persone, senza che si richieda un effettivo pregiudizio della reputazione della vittima. Si ritiene necessaria però l’idoneità offensiva della condotta a ledere il bene della reputazione. Proprio per questo motivo la giurisprudenza ha escluso la diffamazione nel caso in cui il fatto addebitato sia impossibile o incredibile o nel caso in cui sia attribuita ad un soggetto, sia pure con toni fortemente critici, un’attività rientrante nell’esercizio di diritti soggettivi. 10 La giurisprudenza ha distinto tra espressioni di per se obbiettivamente offensive, tali da ledere l’onore e il decoro di qualsiasi persona e le espressioni che pur non avendo tale valenza offensiva possono acquistarla in relazione a particolari circostanze, come la personalità delle parti, i rapporti intercorrenti tra esse, l’ambiente in cui si svolge il fatto, gli antecedenti. 11 La diffamazione è un reato a forma libera nel senso che l’offesa può essere arrecata con qualsiasi mezzo espressivo. La giurisprudenza ha ravvisato diffamazione anche quando siano adottate espressioni insinuanti 12 , quando l’addebito sia espresso in forma tale da suscitare il semplice dubbio sulla condotta disonorevole 13 , quando la caricatura non limitandosi ad un’alterazione dei tratti fisionomici del soggetto lo esponga alla morbosa curiosità e al dispregio dei lettori. 14 Dall’analisi dell’art. 595 emergono i tre requisiti costitutivi dell’elemento oggettivo della diffamazione che oltre all’offesa all’altrui reputazione, si identificano nell’assenza dell’offeso e nella comunicazione a più persone. Il requisito dell’assenza dell’offeso è molto importante in quanto consente di distinguere il reato di diffamazione dal reato di ingiuria previsto dall’art. 594 c.p. Il legislatore ha individuato in questa assenza, che pone il soggetto passivo nell’impossibilità di giustificarsi, la ratio della maggior gravità della diffamazionerispetto all’ingiuria. 10 Cass. 18 giugno 1999, C.E.D. Cass. rv 215157(m). La S.C ha ritenuto che non costituisce diffamazione, l’accusa al comandante di una compagnia aerea, di mancata adesione ad uno sciopero, trattandosi di un diritto tutelato dall’art. 40 Cost. 11 Cass. 12 Marzo 1985, Rivista penale 1986, 474. 12 Cass. 16 Luglio 1981, Giustizia penale 1983, 5. 13 Cass. 30 aprile 1980, Foro italiano 1981,473. 14 Cass. 3 febbraio 1978,Cassazione penale 1979,798.

Anteprima della Tesi di Rachele Campanini

Anteprima della tesi: Diffamazione a mezzo stampa e diritto di cronaca, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Rachele Campanini Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

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