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L'indebolimento permanente di un senso o di un organo nelle lesioni personali

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oggettiva dell’azione, che viene attribuita al soggetto per il solo fatto di essersi verificata. Tale scena normativa trova del resto origine, stando a quanto si ricava dai lavori preparatori del codice Rocco, nelle esigenze di semplificazione probatoria circa la conformità tra voluto e realizzato nell’ambito delle aggressioni violente all’integrità fisica altrui; problema questo, di natura complessa, posto che, sul piano pratico, il dolo delle percosse, costituito dalla volontà cosciente di percuotere, mal si distingue da quello di recare offesa all’integrità individuale, che inerisce altresì alla lesione personale 7 . Nel codice del 1930 dunque, il legislatore, poco propenso alla responsabilità oggettiva, incentrò soggettivamente il delitto di lesioni su una generica volontà di ledere e nell’addebitare il maggior danno eventualmente provocato (la malattia) sulla base del solo nesso di causalità materiale tra condotta ed evento. Allo stesso criterio di imputazione oggettiva si sottopose inoltre, sulla base della originaria disciplina applicativa delle circostanze aggravanti, l’attribuzione al soggetto agente degli ulteriori risultati lesivi previsti dall’art. 583 c.p. evitando, al tempo stesso, in coerenza con lo spirito della riforma, di riproporre la fattispecie di lesioni personali preterintenzionali già prevista dall’art. 374 c.p. del 1889. Si legge, infatti, nella Relazione del Guardasigilli sul progetto definitivo di c.p.: “Ho già rilevato più innanzi che l’evento costitutivo del delitto stabilito nell’art. 581 [ora 582 c.p.] su cui deve riflettersi la volontà cosciente del colpevole, è la lesione personale, e cioè l’effetto di alterazione o disordine organico, che immediatamente consegue all’attività materiale dell’agente. Ogni aggravamento della malattia, quale processo morboso della lesione, od ogni conseguenza permanente sull’integrità fisica, rappresentano circostanza aggravanti che sono addebitate al colpevole, prescindendo dalla sua volontà di produrle. Da ciò è agevole dedurre come non sarebbe stato possibile mantenere il così detto reato di lesione preterintenzionale, che presuppone un rapporto tra la gravità della lesione causata e la specifica intenzione del colpevole”. 7 Lavori preparatori per il codice penale, Vol. IV, parte I, 483. Del resto, il codice Zanardelli non prevedeva l’attuale distinzione tra percosse e lesioni personali.
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Informazioni tesi

  Autore: Gabriele Caputo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Andrea Gentilomo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 231

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Parole chiave

582 c.p.
583 c.p.
codici
indebolimento
legale
lesioni
maticazione
medicina
permanente
personali

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