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Il sistema dei controlli sui comuni

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legittimità, che aveva carattere di generalità, si aggiungeva il controllo di merito della Giunta provinciale amministrativa (G.P.A.) sopra alcune deliberazioni particolarmente importanti e tassativamente indicate dalla legge. In particolare erano soggette all'approvazione della G.P.A. (organo collegiale avente sede in Prefettura, presieduto dal Prefetto e composto in prevalenza, da funzionari statali): i regolamenti; i piani regolatori; l'istituzione di tributi; l'acquisto di azioni industriali; il bilancio preventivo e lo storno di fondi per far fronte a spese facoltative; i prestiti di qualsiasi natura; l'assunzione di pubblici servizi; e altre deliberazioni assoggettate al controllo sulla base del valore e della popolazione dell'ente. La procedura per l'esercizio del controllo di merito della G.P.A. comprendeva l'invio della deliberazione da parte dell'ente locale ed il conseguente esame dell'organo tutorio; ma non erano previsti, né un termine di decadenza per gli enti deliberanti, né un termine perentorio per l'esercizio del controllo. Il controllo si doveva sempre manifestare in forma espressa; se la G.P.A. riteneva di non poter approvare la deliberazione, doveva restituirla al Comune enunciandone i motivi ed invitandolo a presentare le sue controdeduzioni entro un termine assegnatogli, dopodiché emetteva la sua decisione (art. 103 T.U. 1934, n. 383). Ampio ricorso veniva fatto, nella prassi, all'istituto dell'approvazione condizionata, ovvero subordinata al rispetto di una condizione posta dalla G.P.A. , ammessa, con qualche limitazione, anche dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato 7 . Dalla natura di tale istituto appare particolarmente convalidata la tesi che vedeva in questo controllo di merito l’esercizio di una potestà di amministrazione attiva,con spostamento dell’ ordine di competenze stabilito dalla legge. Infine, in caso di inerzia degli organi degli 7 Cons .di Stato,10 aprile 1954,n. 341;Cons. di Stato 14 luglio1956 n. 513,condizione limitata ad aspetti non essenziali dell’ atto; in ogni caso veniva riconosciuto al comune il diritto di non accogliere la condizione impostagli, previa nuova deliberazione

Anteprima della Tesi di Gianmario D'ambrosio

Anteprima della tesi: Il sistema dei controlli sui comuni, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Gianmario D'ambrosio Contatta »

Composta da 204 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.