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La tutela penale della privacy

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2) DOTTRINA CIVILISTICA E PRIVACY La dottrina civilistica si è sforzata di ricercare nel nostro sistema giuridico una norma che individuasse un generico ed esplicito diritto alla riservatezza. Alcuni autori, percorrendo la strada dell’analogia legis, ritengono di aver rinvenuto un diritto alla privacy nelle norme che garantiscono il diritto di immagine, presumendo una affinità tra la tutela della riservatezza e quella del segreto inteso come “ulteriore aspetto della riservatezza”. Secondo questa corrente di pensiero il diritto all’immagine è una manifestazione del diritto alla riservatezza quale diritto “alla non conoscenza altrui dell’immagine del soggetto”, con esclusione delle parti che non rivelano i tratti essenziali dell’individuo e la cui riproduzione non consente un collegamento con quest’ultimo. 9 I fautori di questa teoria asseriscono che il diritto alla riservatezza trovi nel nostro ordinamento un ulteriore referente normativo oltre al diritto all’immagine, alludendo al diritto al segreto quale tutela rafforzata della riservatezza di cui si ritiene esistano 9 DE CUPIS , Diritti della personalità, cit., pag. 258 ss; contra PUGLIESE Il preteso diritto alla riservatezza e le indiscrezioni cinematografiche, in Foro it., 1954, I, pag.118: l’autore esclude che il diritto all’immagine sia una manifestazione del diritto alla riservatezza ed afferma che l’opinione contraria è dovuta ad una insufficiente analisi del bene tutelato: Pugliese ritiene che la lesione dell’immagine, oltre che sulla riservatezza, incide immediatamente sulla personalità dell’individuo; «chi utilizza a qualsiasi fine l’immagine che della personalità è misteriosa e quasi divina impronta, utilizza in fondo la persona, moltiplicandone senza il suo volere la presenza morale … il diritto all’immagine … occupa, nella scala dei valori umani, un posto più alto, ed è più strettamente connessa alla personalità che non il bene della riservatezza …» . Ma DE CUPIS Il diritto alla riservatezza esiste, in Foro it., 1954, IV, pag. 90 s, replica che la riservatezza è una qualità, un modo di essere della persona, un bene ad essa inerente «… insieme agli altri beni inerenti alla persona, costituisce ciò che la persona è …. L’arbitraria moltiplicazione della presenza morale della persona, di cui parla Pugliese, offende certamente la persona, ma proprio nel suo bene della riservatezza: si infrange il riserbo personale e quindi è colpito l’interesse, l’aspirazione, della persona a conservare il proprio isolamento morale …. La personalità individuale è impressa nell’immagine: può ben comprendersi l’interesse della persona alla conservazione del riserbo intorno a questa. Il diritto all’immagine … costituisce proprio una manifestazione del diritto alla riservatezza. Questo bene, e non altro, è offeso quando l’immagine della persona è data in pasto alla curiosità popolare». Alla tesi di De Cupis aderisce anche PUGLIATTI, La trascrizione, Vol. I, I, 1957, pag. 12, quando riconosce quale «specificazione o manifestazione tipica» della tutela della riservatezza «quel diritto per mezzo del quale la persona può reagire contro l’arbitraria diffusione della sua immagine».

Anteprima della Tesi di Domenico Ferraro

Anteprima della tesi: La tutela penale della privacy, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Domenico Ferraro Contatta »

Composta da 162 pagine.

 

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