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Assetti organizzativi e prospettive evolutive della vigilanza sui sistemi finanziari

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12 Sono mutate inoltre le modalità di redazione delle direttive, con l’individuazione di due linee di indirizzo distinte che configurano due settori di applicazione: il primo concerne la vigilanza sugli intermediari, il secondo, invece, il rapporto tra intermediari e clienti. In merito al primo punto, le direttive settoriali redatte in questo ambito rimangono ancorate ai principi fondamentali identificati nel Libro Bianco, ovvero armonizzazione minima e mutuo riconoscimento8. Proprio quest’ultima direttiva ha una peculiarità, che distacca dalle precedenti, perchè tende verso un regime di riconoscimento reciproco e non contiene norme per l’armonizzazione minima della regolamentazione inerente alle crisi bancarie. Essa, inoltre, afferma un principio molto importante che sarà trattato successivamente, il principio dell’home country control9, stabilito con la seconda direttiva in materia bancaria emanata nel 1989. L’adozione del modello di armonizzazione minima da parte degli Stati membri è stata accompagnata dall’introduzione di uno specifico schema di allocazione delle competenze regolamentari e di vigilanza, che risponde al criterio dell’home country control, che in sostanza mira a tutelare la stabilità dell’intermediario che opera all’interno del territorio comunitario attraverso quel sistema di regole e controlli dettati dall’ordinamento dello Stato membro d’origine, conformemente alle prescrizioni minime dettate dall’ordinamento comunitario. La soluzione dell’armonizzazione minima nelle direttive quindi non ha significato che gli stati aderenti all’Unione abbiano puntato solamente sullo strumento della concorrenza tra ordinamenti per favorire la convergenza delle regole, rinunciando ad altre modalità di intervento. Nella materia dei controlli sugli intermediari un ruolo importante nella omogeneizzazione normativa è affidato alla cooperazione fra le autorità nazionali 8 Gli esempi più recenti sono rappresentati dalle direttive sugli istituti di moneta elettronica (direttive 2000/28/CE e 2000/46/CE) e da quella su risanamento e liquidazione degli enti creditizi (direttiva 2001/24/CE). 9 In sintesi la direttiva prevedeva che la vigilanza sulle banche operanti su un territorio di paesi membri della Comunità fosse affidato alle autorità del paese in cui si trova la sede legale, quindi la crisi della banca dovrà essere quindi gestita secondo le procedure e la disciplina dello stato membro di origine con riferimento a tutti i beni e i rapporti facenti capo alla banca stessa, a prescindere dalla loro ubicazione sul territorio dell’Unione.
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Assetti organizzativi e prospettive evolutive della vigilanza sui sistemi finanziari

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Informazioni tesi

  Autore: Filippo Ciotti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi dell'Insubria
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Andrea Uselli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 166

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