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Biodiversità molecolare in ecotipi di cicerchia (Lathyrus sativus L.)

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4 - Specie coltivate di interesse per la medicina, l’agricoltura e l’allevamento; - Ecosistemi contenenti elevata diversità biologica, elevato numero di endemismi e/o specie a rischio di estinzione, specie di interesse sociale, economico o scientifico. La conformazione delle terre emerse, in combinazione con le differenti situazioni climatiche del pianeta, ha permesso la formazione di sacche dove la biodiversità è maggiore (Sechrest et al., 2002). Il bacino del Mediterraneo è una sacca “hot spot” di biodiversità, con più di 25.000 piante vascolari, 13000 endemismi e un rapporto di 10,8 specie/1000km 2 (Mèdail, 1999). L’estinzione di una specie comporta, oltre alla scomparsa di un patrimonio genetico, la perdita del ruolo svolto da quella specie nell'ecosistema. In sostanza, un ecosistema è in continua modificazione all’ interno del quale, ad una maggiore diversità di specie, corrisponde un maggior numero di processi funzionali. I possibili inteventi di conservazione delle risorse genetiche vegetali possono svolgersi sia in situ, in cui la conservazione comporta il mantenimento della specie, delle comunità di cui fa parte e degli ambienti nei quali si è adattata, oppure ex situ, finalizzata alla conservazione del germoplasma in ambienti artificiali: banche genetiche, collezioni, orti botanici, ecc. (Wang et al., 1993). In Italia la Convezione di Rio è stata ratificata nel 1994 con la legge n.124 del 14 Febbraio mentre, due anni dopo, 150 Paesi nell’ambito della IV Conferenza Tecnica Internazionale sulle risorse genetiche vegetali, svoltasi a Lipsia nel 1996, hanno formalmente adottato il Piano di azione mondiale per la conservazione e l’uso sostenibile delle risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura (RGVAA), il cui principale obiettivo è la realizzazione di un efficiente piano nazionale sulla conservazione e uso sostenibile della RGVAA. È solo nel 1998, con la Direttiva Comunitaria 98/95/CE recepita in Italia con D.L. n. 212 del 24 aprile 2001, che si introduce nella regolamentazione sementiera comunitaria il concetto di “varietà da conservazione” nell’ambito della conservazione in situ e uso sostenibile delle risorse filogenetiche. Per varietà da conservazione si intedendono: ecotipi e varietà tradizionalmente coltivati in località e regioni particolari minacciate da erosione genetica.
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Biodiversità molecolare in ecotipi di cicerchia (Lathyrus sativus L.)

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Informazioni tesi

  Autore: Michele Caputo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Scienze Ambientali
  Corso: Scienze Ambientali
  Relatore: Stefano Castiglione
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

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Parole chiave

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lathyrus sativus
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