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Come muore la nostalgia. Paradigmi conoscitivi, sofferenze d'identità ed istanze sociali di ''malati d'emigrazione'' nei racconti di Corrado Alvaro, Saverio Strati e Carmine Abate.

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4 interpretandolo, il nodo che unisce due ambiti apparentemente estranei tra loro: l'esperienza migratoria e una scrittura che ha i caratteri di “letteratura”. Tradizionalmente, infatti, la critica letteraria ha considerato poco “letterari” i testi legati al tema migratorio, percependoli maggiormente affini ad un’indagine ed una riflessione di tipo saggistico o d’impianto sociologico, o ravvisando in essi semplici schematismi, argomentazioni o “resoconti” pregni di topoi. Come sottolinea Gnisci: La migrazione, comunque, non è una qualità che forma e distingue la letteratura solo da un punto di vista sociale o in ragione della tematica “fissa” che tratta […]. La migrazione, invece, è una qualità primordiale (di ordine primo: alla lettera) del destino degli umani. E’ un valore e un dolore, o anche un’abitudine e un’avventura che origina l’umanità come tale e le permette di elaborare immaginario e discorsi. E’ il contrario, quindi, di un carattere sociale (o “etnico”) limitato, o di un tema limitato e “poco nobile”, perché troppo realistico, antropologico, per così dire […]. 2 L’obiettivo sarà, perciò, analizzare ed interpretare alcuni aspetti che paiono significativi della condizione emotiva, mentale e sociale di emigranti meridionali, così come gli autori affrontati li descrivono, tasselli costitutivi, come si accennava poco sopra, di una poetica della “migranza”. D’altra parte, verrà portato avanti il tentativo d’indagare intorno al tema letterario della “migrazione” inoltrandosi all’interno della tradizione letteraria meridionale: una tradizione in cui ebbero grande peso specifico non solo le discussioni teoriche ed ideologiche circa la “questione meridionale” ma anche lo sviluppo di veri e propri topoi legati all’emigrazione ed alle terre cui essa si rivolse. La ricerca si è concentrata principalmente su tre narratori: Corrado Alvaro, Saverio Strati e Carmine Abate, scrittori calabresi che appartengono a generazioni differenti del Novecento letterario italiano, tutti testimoni, nonché, protagonisti di esperienze migratorie, di diverso esito, durata e finalità, che hanno avuto come meta una medesima area germanofona: la Germania e la Svizzera. Analizzare “storie” e vissuti di emigranti ed affrontare questioni correlate ad un tale status, fulcri tematici dei racconti esaminati, potrà rendere possibile, inoltre, delineare un itinerario che tenga conto delle trasformazioni subite da un sentimento “malato” ed ambiguo, quello nostalgico. L’elemento “nostalgia”, infatti, introdotto nell’ambito del pensiero europeo moderno quale vera e propria patologia, diviene sentimento onnipresente nella produzione letteraria che ha affrontato il problema migratorio, perdendo l’originario carattere patologico.
Anteprima della tesi: Come muore la nostalgia. Paradigmi conoscitivi, sofferenze d'identità ed istanze sociali di ''malati d'emigrazione'' nei racconti di Corrado Alvaro, Saverio Strati e Carmine Abate., Pagina 2

Informazioni tesi

  Autore: Mariateresa Serranò
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere
  Corso: Culture moderne comparate
  Relatore: Stefano Giovannuzzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 210

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