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Come muore la nostalgia. Paradigmi conoscitivi, sofferenze d'identità ed istanze sociali di ''malati d'emigrazione'' nei racconti di Corrado Alvaro, Saverio Strati e Carmine Abate.

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6 De Martino narra e rintraccia i confini immobili e dolorosi di una terra del “rimosso” che è il Sud, “tutto il Sud”, ma delinea anche quelli di una terra del “rimorso”, all’interno della quale, il soggetto riesce a far emergere la dolorosità del proprio passato che, grazie ad una consegna “compartecipata” alla collettività, può farsi ethos, “espiazione” e rinascita. Le osservazioni di fondo cui lo studioso conduce si rivelano dotate di una profonda attualità per una società ed un tempo che contano attentati diretti, a mio parere, soprattutto, alla memoria. “Strane” ed “amare” coincidenze, di cui solo la Storia sa farsi carico dolorosamente, vogliono che il presente lavoro venga “rivisitato” e presentato in giorni nei quali a farla da padrona sulle cronache nazionali ed internazionali sia proprio la mia “terra”, la Calabria. Si registrano in questi giorni episodi gravissimi come l’attentato dinamitardo davanti alla sede della Procura Generale di Reggio Calabria o i forti scontri, quelli che hanno interessato Rosarno, i cui protagonisti sono gli immigrati extracomunitari sfruttati dalla ‘ndrangheta gambizzati o ridotti in fin di vita nel momento in cui si ribellano. Sempre in questi giorni, si registrano, però, anche l’inaugurazione di un Museo, fondato a Torino, dedicato a spiegare i meriti ma anche i limiti dell’attività di uno studioso come Lombroso 3 e quella di un altro museo che a migliaia di chilometri, nel reggino, è dedicato alla storia della ‘Ndrangheta. Su questo dato che riguarda proprio tali iniziative museali voglio soffermarmi. Vi è stata una reazione polemica all’inaugurazione del museo torinese dedicato a Lombroso, considerato una sorta di celebrazione di un’attività scientifica giudicata ormai unanimemente razzista. Così come, l’inaugurazione di un Museo dedicato alla storia della ‘Ndrangheta, sorto all’interno di una villa confiscata ad una nota famiglia mafiosa, non ha raccolto grandi entusiasmi tra la popolazione. Ciò, a mio parere, significa che la comunità meridionale teme ancora eccessivamente il proprio passato e non affida allo strumento “memoriale” la priorità di garantire una reale “rinascita”, la quale è sempre fondata sul polivalente sentimento dell’appartenenza, parte integrante dell’identità di ogni comunità. L’appartenere si basa, infatti, su una memoria ereditata e condivisa e su un sistema di immagini in continuo divenire che veicolano senso. La memoria, come insegnano studi multidisciplinari, non è una riproduzione, ma è sempre una ricostruzione, e ogni esperienza che un singolo o un gruppo possono fare è da 3 Cfr. V. TETI, La razza maledetta: origini del pregiudizio antimeridionale, Roma, Manifestolibri, 1993.
Anteprima della tesi: Come muore la nostalgia. Paradigmi conoscitivi, sofferenze d'identità ed istanze sociali di ''malati d'emigrazione'' nei racconti di Corrado Alvaro, Saverio Strati e Carmine Abate., Pagina 4

Informazioni tesi

  Autore: Mariateresa Serranò
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere
  Corso: Culture moderne comparate
  Relatore: Stefano Giovannuzzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 210

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