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Comunicazione politica e processo elettorale: uno studio sulle elezioni del 1996 e del 2001

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4 CAP 1 ° Propaganda dei regimi totalitari e democratici nel corso degli anni ’30 e durante la seconda guerra mondiale La comunicazione politica è una scienza che mai come nel XX secolo e agli albori del XXI è stata al centro di intensi studi e dibattiti. Sistema di informazione e sfera politica hanno infatti raggiunto un livello di interdipendenza e di evoluzione impensabile fino a qualche tempo fa. Nuovi, potenti strumenti di comunicazione hanno fatto il loro ingresso nella nostra società assumendo sempre maggiore importanza. Questa disciplina ha comunque origini antichissime che si possono far risalire addirittura al mondo classico: pensiamo alle poleis greche dove si insegnava l’arte della retorica, cioè di persuadere gli altri, o, nei secoli successivi, alla Roma repubblicana dove il governo era retto da magistrati eletti dal popolo, circostanza che portava anche qui gli addetti ai lavori ad elaborare sofisticate tecniche di persuasione per ottenere il consenso popolare, e quindi a sviluppare forme di comunicazione legate al rapporto tra sistema politico e cittadini. Pure nei secoli successivi forme più o meno consapevoli di comunicazione politica hanno senz’altro avuto luogo, ma gli strumenti mediatici che si avvicinano a quelli moderni conoscono una loro matura evoluzione solo con l’esperienza della Prima guerra mondiale, durante la quale i Paesi coinvolti constatarono per la prima volta la forza dell’arma della propaganda, mediante la quale le masse venivano “gestite” da chi disponeva di questo potere e convinte a sopportare per cause di forza maggiore i disagi e le sofferenze della guerra. Lasswell definirà questo tipo di comunicazione di massa come un “proiettile magico” 1 capace di sconfiggere il dissenso; è questa comunque l’opinione più diffusa anche tra gli altri studiosi suoi contemporanei, i quali avevano la convinzione che “i messaggi propagandistici della stampa, del cinema e della radio avessero effetti diretti sul modo di pensare della gente e che ciò producesse comportamenti prevedibili (…) indipendentemente dalle caratteristiche sociali ed individuali dei soggetti” 2 . Indubbiamente appariva difficile affermare il contrario, e ciò valga soprattutto in riferimento ai totalitarismi che s’instaurarono negli anni successivi, che in genere si affermarono e consolidarono anche grazie all’istituzione del monopolio dell’informazione. La positiva esperienza maturata nella Prima guerra mondiale sarà dunque un esempio che verrà seguito senza esitazione soprattutto dai regimi totalitari degli anni ’20 - ’30, con le varie esperienze di tipo fascista, comunista e nazista, ma non ne saranno immuni neanche i grandi regimi liberal-democratici, come quelli della Gran Bretagna e specialmente degli Stati Uniti. Questo avviene per rispondere all’esigenza di rafforzare all’interno il consenso popolare in merito ai propri orientamenti di politica socio-economica, ma anche alla luce delle nuove tensioni internazionali. E’ in questi anni che fa il suo ingresso nelle case di moltissimi cittadini europei e americani un nuovo strumento destinato ad avere un grosso seguito: la radio. Le prime stazioni radiofoniche private o di Stato compaiono in Europa e negli Stati Uniti negli anni ’20 suscitando subito un vivo interesse da parte del pubblico e diventando quindi molto presto il più potente strumento di comunicazione di massa fino all’avvento della televisione negli anni ’50; fu infatti il primo mezzo di comunicazione capace di arrivare ad un pubblico vasto e socialmente differenziato. Questa opportunità fu abilmente sfruttata soprattutto da uomini politici che impararono presto ad impratichirsi col nuovo 1 Lasswell, 1927, in G. Pasquino, Corso di scienza politica, Bologna, Il Mulino, 2000, p. 258. 2 G. Mazzoleni, La comunicazione politica, Bologna, Il Mulino, 1998, p. 279.
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Comunicazione politica e processo elettorale: uno studio sulle elezioni del 1996 e del 2001

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Informazioni tesi

  Autore: Marcello Floris
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Fulvio Venturino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

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