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Comunicazione politica e processo elettorale: uno studio sulle elezioni del 1996 e del 2001

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5 strumento, quali Hitler in Germania e Mussolini in Italia, ma ebbero un ottimo successo anche i discorsi di Franklin Roosevelt negli Stati Uniti e di Winston Churchill in Gran Bretagna. Fascismo La radio, ad ogni modo, affiancò i mezzi tradizionali di comunicazione che continuarono a svolgere un ruolo importante nei principali Paesi europei e negli USA. Il fascismo italiano, ad esempio, fu abilissimo nello sfruttare ogni mezzo di propaganda: dall’arte alla stampa, dalla radio alla cinematografia, dal teatro alle manifestazioni di piazza. Ma non solo: la fascistizzazione avveniva anche per mezzo di entità ed istituzioni normalmente escluse da questo tipo di comunicazione di massa, quali la scuola, che doveva preparare i fascisti della successiva generazione e assicurarne la fedeltà al littorio; le associazioni sportive, che dovevano trasmettere ai giovani il culto dell’ardimento e del sacrificio, a cui si aggiungevano le attività dopolavoristiche e quelle paramilitari più specificatamente fasciste. La macchina propagandistica fascista iniziò a farsi più massiccia e organizzata negli anni ’30, quando, una volta raggiunto il consolidamento politico del regime, occorreva organizzare il consenso di massa per dare al nuovo Stato basi più solide e durature, ma anche per creare, “forgiare”, un nuovo modello di italiano, fiero e laborioso secondo i canoni ideologici fascisti. Per quanto riguarda la stampa, essa fu messa sotto controllo dal regime nel 1925, condicio sine qua non nel programma di fascistizzazione dello Stato: è già a partire da quell’anno, infatti, che l’ufficio stampa comincerà a diramare ai giornali le cosiddette “veline”, cioè le note di servizio che davano istruzioni tassative ai direttori dei giornali sulle notizie che andavano assolutamente pubblicate e quali invece non dovevano comparire, e spesso anche sulla “gradazione” del rilievo e dell’enfasi con cui bisognava dare le singole notizie. Una legge del 31 gennaio del 1925, poi, rendeva obbligatoria l’iscrizione di giornalisti e responsabili delle varie testate all’Albo dei giornalisti, riducendolo così ad un importante strumento per l’emarginazione dei giornalisti non allineati al regime. I giornali del ventennio spesso assomigliavano quindi per lo più a una sorta di bollettini celebrativi, finalizzati a promuovere l’indottrinamento e la formazione delle masse piuttosto che dare una corretta informazione alle stesse. In più essi riprendono spesso lo stile oratorio e solenne dei discorsi mussoliniani, per esempio utilizzando formule affermative e mai toni dubitativi nei titoli, parole enfatiche e “ad effetto” quali “rivoluzione trionfante”, “fierezza”, “inequivocabile”, “travolgente”, e così via. I toni esaltanti e patriottici diventarono una prassi obbligatoria anche per giornali estranei alle dinamiche politiche, come i quotidiani sportivi e in parte la fumettistica. Nei quotidiani normalmente solo la terza pagina godeva di un certo respiro in quanto era dedicata a dibattiti culturali in cui potevano filtrare anche alcune deboli divergenze dall’ortodossia fascista. Tutta la stampa ufficiale, comunque, dovette piegarsi al fascismo. Ai vecchi giornali (alcuni dei quali vennero fatti chiudere, come l’Avanti e l’Unità, legati alle ideologie socialista e comunista), se ne affiancarono negli anni ’30 una miriade di altri nuovi, stampati dalle varie federazioni e associazioni fasciste, le quali avevano tutte un proprio “foglio”, oltre a numerose riviste culturali e pubblicazioni giovanili. Tra le riviste culturali la più famosa era forse l’”Italiano” diretto da Longanesi, mentre tra i “fogli” universitari e giovanili possiamo annoverare “Rivoluzione” di Firenze e “Vent’anni” di Torino. Questi “fogli” erano tra i pochi giornali che godessero di una
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Comunicazione politica e processo elettorale: uno studio sulle elezioni del 1996 e del 2001

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Informazioni tesi

  Autore: Marcello Floris
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Fulvio Venturino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

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