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Déshabillé. Un'indagine sociosemiotica sull'abbigliamento domestico contemporaneo

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13 Vogue e consulente del Costume Insitute del Metropolitan Museum 16 . I giovani diventarono una nuova classe sociale. Non per niente è proprio questo il periodo in cui nasce, sempre in America, un nuovo genere musicale che si rivolge ai teenagers e che condiziona il loro modo di vestire, vale a dire il rock and roll. Esso rigetta il concetto di status, le formalità tipiche dello stile appartenente alla generazione precedente, e propone un nuovo modello di fascino legato alla giovinezza e alla sfrontatezza. Si pongono dunque le basi per la nascita sia di una “cultura giovane”, sia di uno stile che, per la prima volta, parte dalla cultura popolare e non dalle classi elevate. Gli anni Cinquanta per l'Italia sono un momento chiave per lo sviluppo del made in Italy e di un'identità ben definita della moda italiana come istituzione. E' del febbraio 1951, a Firenze, la prima mostra-sfilata dedicata alla moda italiana, organizzata da Giovanni Battista Giorgini, a cui ne seguono altre nella Sala Bianca di Palazzo Pitti. “Quello che emerse da queste prime sfilate fiorentine fu soprattutto la 'moda boutique', ovvero l'alta moda pronta, spesso vista in chiave di attività sportiva o all'aperto, di tempo libero e informalità [...]” 17 , come si può ad esempio vedere nei modelli di completi sportivi creati da Emilio Pucci, il quale ha fatto parte della squadra olimpionica italiana di sci ed è stato ufficiale dell'aviazione. Lo stile italiano, rilassato ma sofisticato, informale ma elegante, diventa vero e proprio stile di vita esportabile nel resto del mondo, specialmente in America, dove la moda è già all'avanguardia e pronta a sperimentare qualcosa di diverso rispetto ai canoni della moda parigina, vista come eccessivamente formale. Senza contare che, oltreoceano, esiste un target in Italia ancora sconosciuto, ovvero la donna in carriera, una donna che, per la prima volta, possiede molti soldi da spendere, e non perché è di origini aristocratiche o perché dipende da un uomo, e, inoltre, non si può dimenticare che qui l'abbigliamento comodo e sportivo è già piuttosto diffuso e utilizzato da molti stilisti, come Anne Klein, ad esempio, che crea tute e altri capi di derivazione sportiva, privilegiando forme leggere e materiali morbidi 18 . Con gli anni Sessanta si consolidano e hanno un'enorme diffusione tutti i fenomeni che hanno visto la luce nel decennio precedente. E' in questo periodo, difatti, che i giovani cominciano a far sentire la propria voce anche in Europa, apportando nuovi valori (come la libertà, la non-convenzionalità, il dinamismo) 16 Cfr. Vergani, 1999, pp. 811-12 17 Kawamura, 2005, p. 156 18 McDowell, 2006b, p. 255
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Déshabillé. Un'indagine sociosemiotica sull'abbigliamento domestico contemporaneo

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Informazioni tesi

  Autore: Rita Gaddoni
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Sistemi e comunicazione della moda
  Relatore: Giampaolo Proni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

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