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Delega alla ''mera ricognizione'' dei principi fondamentali

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4 Secondo la prima tesi, i principi sono norme giuridiche perché hanno carattere normativo e come tali esplicano una forza creativa 5 con la quale dettano un tema , un programma, un indirizzo da sviluppare con una normazione ulteriore 6 . La dottrina minoritaria, invece, sostiene che i principi sono delle mere direttive generali definite tali per via del metodo col quale vengono individuati i principi stessi; ossia, attraverso un processo di astrazione e generalizzazione dal complesso delle norme positive. Quest’ultima tesi è fortemente criticata, in quanto una cosa è la natura dei principi, che è costante; altro, è il metodo di individuazione, che può variare 7 . L’art 12 delle preleggi 8 , infatti, prevede che quando un caso non è espressamente regolato da alcuna norma giuridica il giudice può ricorrere alla analogia: legis, quando si fa riferimento alle norme che regolano “casi simili o materie analoghe”; iuris, quando non si trovano norme siffatte, e si decide “secondo i principi generali dell’ordinamento giuridico dello stato”. Detto questo, se si definissero i principi generali come mere direttive teoriche, essi verrebbero ad avere, infatti, in sede pratica e positiva, un contenuto sfuggente e poco chiaro, ed in caso di ricorso a tali principi, il giudice non applicherebbe, ma porrebbe la norma del caso concreto, in contrasto con la stessa testuale prescrizione dell’art. 12 delle preleggi. I principi generali sono quindi da ritenersi vere e proprie norme giuridiche: alcuni, espressamente enunciati dalla legge; altri, non scritti esplicitamente che si desumono dal complesso unitario delle norme con un procedimento di astrazione. I principi sono dunque una autonoma categoria di norme principio contenenti principalmente due caratteristiche : quella contenutistica e quella funzionale 9 . La caratteristica contenutistica si riferisce al fatto che la norma principio deve contenere un tema normativo, un programma, un indirizzo che la normazione successiva è chiamata a svolgere e concretare. La caratteristica funzionale indica la forza creativa e determinante della norma principio. 5 A. TESAURO, Diritto costituzionale, Napoli, Cem, casa ed. Meridionale, 1949, p. 34, per il quale i principi giuridici vanno concepiti non all’ombra delle norme giuridiche in cui sarebbero contenuti, ma come manifestazioni autonome del diritto che si concretano in regole generali e programmatiche, che vincolano alla loro osservanza le norme stesse e le altre manifestazioni del diritto la cui esistenza e validità dipende dalla loro osservanza. 6 V. CRISAFULLI, A proposito dei principi generali del diritto e di una loro enunciazione legislativa, in Jus, 1940, p. 208 e, più ampiamente, La Costituzione e le sue disposizioni di principio, Milano, 1952, pp. 17 ss. 7 V. particolarmente M. MAZZIOTTI DI CELSO, Studi sulla potestà legislativa delle regioni, Giuffré, Milano, 1961, p. 100 ss.; E. BETTI, Teoria generale dell’interpretazione, II, Giuffré, Milano, 1955, p. 844; V. CRISAFULLI, in Disposizione (e norma), estratto da Enciclop. del diritto, vol. XIII, p. 3 e in La Costituzione e le sue disposizioni di principio, Giuffré, Milano, 1952, p. 16. 8 Art. 12 delle preleggi “Nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore”; “Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i principi generali dell’ordinamento giuridico dello Stato”. 9 F. CUOCOLO, Le leggi cornice nei rapporti fra Stato e regioni, cit, p. 38.
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Delega alla ''mera ricognizione'' dei principi fondamentali

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Informazioni tesi

  Autore: Gabriella Maria Piludu
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Elisabetta Sanna
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

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art. 117 cost.
art. 76 cost.
attuazione del titolo v
commissione parlam. per le questioni regionali
conferenza stato regioni
decreti legislativi
delega legislativa
governo
l. 131/2003
l. cost. n. 3/2001
leggi cornice
leggi delega
leggi di principio
leggi quadro
legittimità della delega legisl.
materie di comp. ripartita
parlamento
poteri sostitutivi
potestà legislativa concorrente
principi e criteri direttivi
principi fondamentali della materia
regioni
riforma del titolo v
sent. 280/2004, corte cost.

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