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Denominazioni di origine e indicazioni geografiche: la protezione della proprietà intellettuale all'interno dell'Unione Europea e dell'Organizzazione Mondiale del Commercio

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7 origine geografica. Per rigore scientifico, cercheremo dapprima di definire i diversi concetti legati ai nomi geografici in funzione dei vari testi giuridici internazionali. Un prodotto può essere semplicemente trasformato o assemblato in un luogo, e il suo nome deve essere ben visibile sul suo imballaggio. Se l‟operazione di trasformazione e di raccolta può essere eseguita ovunque, apparirà sull‟imballaggio una semplice indicazione di provenienza di tipo: « fabriqué en France », « made in United Kingdom », « product of United States ». Se la produzione presenta condizioni qualitative particolari, indissociabili dai fattori naturali e umani presenti in una determinata regione, siamo in presenza di un‟indicazione di origine del tipo: Bordeaux, Etna Rosso, Rioja. Una tale distinzione è stata formalizzata per la prima volta grazie alla Convenzione di Parigi sulla « Protezione della proprietà industriale » del 20 marzo 1883, il cui articolo 1 par. 2 dispone che « la protezione della proprietà industriale ha per oggetto […] il marchio di fabbrica […] le indicazioni di provenienza o le denominazioni di origine […] così come la repressione della concorrenza sleale ». Anche se la preposizione « o » è stata utilizzata nell‟articolo, le denominazioni di origine non sono intese come sinonimi di indicazioni di provenienza. Le due formule assicurano la medesima funzione, ovvero quella di fornire un‟informazione sull‟origine geografica di un prodotto ma con un‟intensità distinta. A differenza delle indicazioni di provenienza, che indicano semplicemente il luogo in cui un prodotto è stato assemblato, la denominazione di origine fa riferimento a una serie di caratteristiche qualitative legate a fattori naturali e umani che possono essere riuniti esclusivamente in una regione delimitata. È tale originalità delle condizioni naturali e umane che dà a un prodotto una connotazione qualitativa unica. Il grado di protezione giuridica di un segno di origine può dipendere dalla qualità del legame che c‟è tra il prodotto e il suo luogo di fabbricazione. Un‟indicazione di provenienza descrive un legame « debole » poiché l‟informazione veicolata di tale segno riguarda unicamente il paese di assemblaggio di un prodotto. Non viene citato nulla per quanto riguarda i materiali utilizzati né le condizioni di produzione, in particolare: climatiche, geologiche, fisiche o le conoscenze tradizionali. In compenso, tutte queste informazioni vengono offerte da una denominazione di origine. Essa presenta un forte « legame » tra il prodotto e il luogo di produzione. Per beneficiare di un segno di origine, una merce, quale una denominazione di origine, deve soddisfare tutte le condizioni di produzione raccolte in un capitolato d’oneri stabilito da ogni indicazione. Anche se un‟indicazione di provenienza descrive un legame debole tra il prodotto e il luogo di origine, essa può anche beneficiare di una protezione giuridica che si spiega con la « rinomanza » che l‟origine del prodotto può avere agli occhi dei consumatori. In tal caso, si può parlare di indicazione di provenienza di tipo qualificata5. Il « made in Italy » per i vestiti, il « made in Germany » per le vetture e lo « Swiss made » per le mostre sono buoni esempi di indicazioni di provenienza qualificata che godono di una certa reputazione. La Convenzione di Parigi protegge, per la prima volta a livello internazionale, tali segni di origine geografica contro ogni atto di concorrenza sleale basato sul ricorso a falsi segni di origine, ovvero atti di parassitismo, di imitazione e di commercializzazione di prodotti che hanno segni di origine infedele, al fine di approfittare della rinomanza di alcuni nomi 5 DUTOIT Bernard, La protection des indications de provenance et des appellations di origine en France, en Italie, en République fédérale d’Allemagne et en Suisse, in « Les indications de provenance et les appellations di origine en droit comparé », Atti del Simposio di Losanna, Librarie Droz, Ginevra, 1983, p.117.
Anteprima della tesi: Denominazioni di origine e indicazioni geografiche: la protezione della proprietà intellettuale all'interno dell'Unione Europea e dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, Pagina 3

Informazioni tesi

Traduttore: Marco Casella
  Autore: Manente Manuele Angelo
  Tipo: Traduzione
  Anno: 2006
  Università: Institut Europeen de l' Universite de Geneve
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 98

Questo documento è una traduzione dall'originale:

"Appellations d'origine et indications géographiques : la protection de la propriété intellectuelle au sein de l'Union européenne et de l'Organisaiton mondiale du commerce"

FAQ

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