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Edilizia residenziale a Benevento tra XVII e XVIII secolo. Palazzo Andreotti Leo

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2 Una fitta rete viaria attraversava Benevento già prima della conquista romana, facendone un sito strategico, punto di passaggio obbligato per l’Oriente, anche se era allora costituita da semplici mulattiere, che soltanto con i Romani vennero lastricate e riqualificate. Nel 268 a.C. i Romani vi insediarono una colonia per consolidare il loro potere nella parte meridionale della penisola, facendo, nel contempo, di Benevento il centro della loro espansione verso il Mediterraneo sud-orientale. In quello stesso anno la consolare via Appia fu prolungata fino a Beneventum; e quando, qualche tempo dopo, nel 109-110 a.C., venne costruita la via Traiana per Brindisi, la città raggiunse il culmine della sua floridezza economica. Domenico Petroccia sostiene che l’impianto urbano della Benevento romana è ricostruibile attraverso gli edifici superstiti e quelli scomparsi, di cui si ha notizia 4 . Innanzitutto l’Arco di Traiano 5 (fig. 1) costruito tra il 114 e il 117 d.C. e il Teatro Romano (fig. 2) databile intorno al 198-210 d.C., capace di ben 7500 posti che fa pensare, secondo Marcello Rotili 6 , ad una città di 20.000-22.000 abitanti, di notevole consistenza per l’epoca. Tra questi due monumenti, ancora oggi visibili, probabilmente si sviluppava il centro della città. In questa zona era presente l’antico Foro della Colonia romana, ovvero il centro del culto, degli affari e della vita pubblica della città. Recentemente è stato riportato alla luce un importante monumento, l’Arco del Sacramento databile tra la fine del I e l'inizio del II secolo 7 ; durante il lavoro di ricognizione sono state riportate in vista parti di strutture che costituivano un «grandioso edificio, probabilmente termale» 8 . 4 DOMENICO PETROCCIA, op. cit., 1968, p. 116. 5 L’arco venne costruito per celebrare la figura dell’imperatore Traiano in occasione dell’inaugurazione della via Appia, strada che collegava Roma a Brindisi. Arechi I, immediatamente dopo la conquista longobarda, lo ingloba nella nuova cinta muraria, facendolo diventare porta urbica, chiamata anche Port’Aurea. Questa nuova funzione ne ha garantito l’uso e, dunque, la conservazione nel tempo. Uscito illeso anche dal terremoto del 1688, l’arco, nella documentazione cartografica più antica, è raffigurato ancora completamente inglobato nella cinta muraria. Il primo, concreto, intervento di isolamento si realizza con il pontificato di Pio IX nel 1854, cfr. anche ALMERICO MEOMARTINI, I monumenti e le opere d'arte della città di Benevento, Benevento, De Martini, 1889; SALVATORE DE LUCIA, Passeggiate beneventane, Benevento, G. Ricolo, 1983. 6 MARCELLO ROTILI, Benevento romana e longobarda: l'immagine urbana, Ercolano, Banca Sannitica, 1986, p. 51. 7 DOMENICO PETROCCIA, op. cit., 1968, p. 118. 8 MARCELLO ROTILI, I Longobardi: migrazioni, etnogenesi, insediamento, in I Longobardi del Sud, a cura di Giuseppe Roma, Roma, Giorgio Bretschneider, 2010, pp. 1-77, p. 56.
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Edilizia residenziale a Benevento tra XVII e XVIII secolo. Palazzo Andreotti Leo

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Informazioni tesi

  Autore: Marta Martelli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Seconda Università degli Studi di Napoli
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia dell'arte
  Relatore: Maria Gabriella Pezone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 93

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