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Ernst Bloch: Musica e Ontologia del non-ancora

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2 Capitolo I: dal sogno irrealizzabile all’utopia concreta. Nel dire comune il termine utopia indica solitamente “quanto costituisce l'o g- getto di un'aspirazione ideale non suscettibile di realizzazione pratica” 1 . Esso fu introdotto per la prima volta da Thomas More in un’opera edita in latino a Lova- nio nel novembre del 1516: si tratta del libretto De optimo rei publicae statu de- que nova insula Utopia 2 . Sin dalla sua prima apparizione, il termine fu oggetto di una vivace polemica relativa alla sua etimologia: alcuni filologi e umanisti ritene- vano che la u iniziale fosse nient’altro che la contrazione del greco ou e che quindi “utopia” stesse a significare “non-luogo”, luogo non esistente o completamente immaginato, inventato 3 . Altri, avvalendosi paradossalmente delle stesse conside- razioni, ma anche del fatto che nel greco le forme negative si costruiscono premet- tendo ou alle forme verbali e l’alfa privativo per i sostantivi, sostenevano più pre- cisamente che la precedente interpretazione etimologica fosse erronea e che al massimo sarebbe stato più corretto dire “a-topia”. Essi erano quindi più propensi ad interpretare la derivazione del termine ipotizzando che la u di utopia non fosse contrazione di ou bensì di eu, e che quindi utopia non dovesse più intendersi co- me “non-luogo” ma come “eutopia”, cioè “luogo felice” 4 . 1 Devoto-Oli, Dizionario della lingua italiana, Le Monnier, Firenze 1996, edizione multimediale. 2 Pur avendo inaugurato un nuovo genere letterario, More riconobbe la Repubblica di Platone co- me modello ante-litteram della sua opera: questo filone divenne ben presto tradizione, arricchendosi di altre opere scritte che tennero conto del senso col quale il filosofo si era riferito alla sua isola (che Erasmo da Rotterdam aveva ribattezzato con il nome di nusquama).Ricordiamo tra le tante La città felice di Francesco Patrizi del 1553, La città del sole di Tommaso Campanella del 1602 o La Nuo- va Atlantide pubblicata postuma nel 1627 di Francis Bacon. Per un maggiore approfondimento sul- la storia dellutopia cfr. M. Baldini, Il pensiero utopico, Città Nuova, Roma 1974. 3 Topos, cioè luogo, può essere anche inteso come topos ouranios, luogo celeste nel quale vive lidea, dunque una categoria spaziale di ordine superiore, E. Bloch, Abschied von Utopie, Vorträge herausgegeben und mit Nachwort versehen von Hanna Gekle, Suhrkamp, Frankfurt 1980; trad. it. parziale, Addio allutopia? , Acquaviva, Palermo 1995, p. 5. A questo breve saggio del filosofo si ri- manda per una generale quanto riassuntiva visione blochiana dellutopia. 4 Cfr. AA.VV, Utopia e distopia, a cura di A. Colombo, F. Angeli, Milano 1987, p. 12.
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Ernst Bloch: Musica e Ontologia del non-ancora

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco De Santis
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1996-97
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Gianni Vattimo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 229

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Parole chiave

musica
ontologia
utopia
bloch
divenire
speranza
vattimo

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