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Exceptio doli e iudicia bonae fidei

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3 Seppur quindi di origine processuale, come parametro di riferimento per la valutazione del giudice, la fides bona si sostanzia in un concreto assetto negoziale che va ad incidere sul contenuto dell‘obbligazione, conformandola a tale criterio. In particolare, l‘oportere ex fide bona 5 va a caratterizzare quel dato negozio per una serie di elementi aggiuntivi rispetto a quelli che noi chiamiamo gli elementi normativo del relativo rapporto di buona fede cfr. per tutti A. Burdese, Interpretazione nel diritto romano, in Digesto delle discipline privatistiche, Sez. Civ. 10, Torino, 1993, p. 11 e R. Cardilli, Bona fides cit., p. 3 ss. 4 Cfr. E. Stolfi, Bonae fidei interpretatio cit., p. 71 ss., il quale seppur orientato verso una ricostruzione di bona fides come canone ermeneutico, si cura di specificare che ―più che di un‘interpretazione secondo buona fede (almeno se assunta nell‘odierna concezione), dovremmo forse parlare di valutazione negoziale determinata, od orientata, dalla bona fides‖. Ciò conduce a considerare orientata alla bona fides anzitutto una valutazione del negozio secondo il ―quod actum est‖ in D. 19.1.11.1 (Ulp. 32 ad ed.), ossia una lettura dell‘assetto negoziale così come determinato dalle parti, ma in senso oggettivo su cui P. Frezza, Bona fides cit, p. 204ss.; M. Talamanca, La bona fides cit., p. 3 ss. Tra coloro che invece non riconoscono la buona fede semplicemente come rispetto oggettivo della parola data, ma quale fonte di integrazione del contenuto contrattuale cfr. R. Cardilli, Bona fides cit., pag. 3 ss.; S. Tafaro, Buona fede ed equilibrio degli interessi nei contratti, in Il ruolo della buona fede oggettiva cit. 3, p. 570 ss.; S. Rodriguez, La buena fe en el cumplimiento de las obligaciones contractuales en el derecho romano clásico: especial referencia al problema de la bilateralidad en los contratos consensuales, in Seminarios Complutenses de derecho romano 13, 2001, p. 570 ss. 5 L‘invenzione di agganciare la clausola ex fide bona all‘ oportere risale con alta probabilita‘ al III – II sec. a.C. E‘ stato merito della giurisprudenza trasporre il solemne verbum, per mezzo di una scelta consapevole come quella che portò alla creazione dell‘oportere ex sponsione, che indicava l‘obbligazione tra romani alla base delle legis actiones, l‘oportere, nell‘ambito aperto a tutti delle contrattazioni commerciali, in quanto ritenuto consono, seppur con il necessario collegamento ad un parametro ampio, quale quello della bona fides. Cfr. R. Cardilli, Considerazioni storico – dogmatiche sul legame tra contratto e obbligazione, in Modelli Teorici e Metodologici nella storia del Diritto Privato 2, Napoli, 2006, p. 19 – 20. Il fondamento di ius civile per l‘epoca classica di tale oportere ex fide bona è incontestato per l‘epoca classica, ma la dottrina maggioritaria sostiene la sua nascita quale espressione di ius honorarium e solo successivamente una loro civilizzazione. Cfr. M. Wlassak, Zur Geschichte der negotiorum gestio, Jena, 1879, p. 153 ss.; R. Zimmermann, Aechte und unaechte negotiorum gestio, Giessen, 1873, p. 11 ss.; M. Kaser, Mores maiorum und Gewohnheitsrecht, in ZSS 59, 1939, p. 52 ss.; W. Kunkel, Fides als schöpferisches Element im römischen Schuldrecht, in Festschrift P. Koschaker, Weimar, 1939, p. 1 ss.; A. Magdelain, Les actions civiles, Paris, 1954, p. 42ss. Vi è poi una dottrina, per così dire, intermedia, che pur vedendo un‘origine formalmente pretoria di tale oportere, lo considera come espressione di una rinnovazione e definizione di rapporti gia‘ preesistenti, vuoi al di fuori della sfera ufficiale. Cfr. L. Lombardi, Dalla fiedes cit., p. 174 ss., vuoi in seno al ius. Cfr. G. Broggini, Iudex arbitre. Prolegomena zum Officium des römischen Privatrichters, Köln, 1957, p.124ss., F. Wieacker, Zur Ursprung der bonae fidei iudicia, in ZSS 80, 1963, p. 29 ss.; J.Paricio, Genesi e natura dei bonae fidei iudicia, in Atti del Convegno. Processo civile e processo penale nell.esperienza giuridica del mondo antico, Siena 2001. Di radicale impostazione civilista, l‘oportere ex fide bona invece è assunta da R. Cardilli, Bona fides cit., p. 29 ss.; Id. Considerazioni cit., p. 20; R. Fiori, Ea res agatur, I due modelli del processo formulare repubblicano, Milano, 2003, p. 221 – 222; Id. Ius civile, ius gentium, ius honorarium: il problema della «recezione» dei iudicia bonae fidei, in BIDR 101 – 102, 1998 – 1999, pag. 14 ss.
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Exceptio doli e iudicia bonae fidei

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Informazioni tesi

  Autore: Maria Paola Vitelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Roberto Fiori
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 182

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Parole chiave

interpolazione
diritto romano
inerenza
biondi
iudicium bonae fidei exceptio doli
iudicia bonae fidei
eccezione di dolo

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