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I diritti fondamentali nel processo comunitario

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Capitolo I 12 2.2 Un’altra fonte: i trattati internazionali e in particolare la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Con la sentenza Nold 30 la Corte fa un ulteriore passo in avanti, completando le fonti dei principi generali del diritto comunitario di cui fanno parte i diritti fondamentali. Dopo aver affermato di non poter ammettere provvedimenti incompatibili coi diritti fondamentali riconosciuti dalle Costituzioni degli Stati membri, afferma che “i trattati internazionali cui gli Stati membri hanno cooperato e aderito 31 , possono del pari fornire elementi di cui occorre tenere conto nell’ambito del diritto comunitario” 32 . Un nuovo progresso è rappresentato nel 1975 dalla sentenza Rutili 33 , nella quale la Corte si riferisce espressamente agli art. 8-11 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e all’art. 2 del Protocollo n. 4, in quanto ratificati da tutti gli Stati membri 34 . È il primo riferimento esplicito alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Cinque anni dopo vengono nuovamente in causa il diritto di proprietà e del libero esercizio della professione: alla signora Liselotte Hauer era stato rifiutato sulla base di un regolamento comunitario di piantare una vigna 35 . La Cedu in questo campo è fornita solo di indicazioni sommarie, ma la Corte ha cura di interpretare l’art. 1 del Primo Protocollo addizionale, dando l’impressione di considerarlo come una vera e propria norma di diritto positivo e non solo, quindi, espressione di quei principi generali di diritto che integrano il diritto comunitario allo scopo di fornire 30 Sentenza 14 maggio1974, causa 4/73, Nold, Racc., pag. 491 Per curiosità: si tratta della stessa impresa all’origine della sentenza del 1960 Uffici di vendita del carbone della Rurh, precitata. 31 La formula allude alla possibilità che non tutti gli Stati abbiano ratificato il trattato internazionale, ma che abbiano comunque partecipato alla sua formazione e applicazione, come era il caso della Francia prima della ratifica della Cedu. Tale ratifica ha luogo qualche giorno prima (il 3 maggio 1974) della pronuncia della sentenza Nold, senza però che la Corte abbia voluto o potuto tenerne conto. GAYA, Aspetti problematici …op. cit., pag. 582. 32 Va detto che, nella sentenza in questione, tuttavia, è attraverso i principi generali individuati ancora con un esame comparativo delle disposizioni costituzionali a riguardo, che la Corte ha tutelato, la proprietà e l’impresa, considerando inoltre “legittimo sottoporle a limiti giustificati dagli obiettivi di interesse generale perseguiti dalla Comunità”(punto 14). 33 sentenza 28 ottobre 1975, causa 36/75, Rutili, Racc., pag. 1219. 34 Affermando nel merito che in materia di polizia relativa agli stranieri (Si trattava di un lavoratore italiano immigrato in Francia e coinvolto in alcuni conflitti sindacali e politici cui era stato interdetto per motivi di ordine pubblico l’ingresso in quattro dipartimenti) le restrizioni per esigenze di ordine pubblico e di sicurezza pubblica “non possono andare oltre ciò che è necessario per il soddisfacimento di tali esigenze in un società democratica”. 35 Sentenza 13 dicembre 1979, causa 44/79, Hauer, Racc., pag.3727
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Informazioni tesi

  Autore: Fabiola De Ronzo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Lucia Serena Rossi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 174

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Parole chiave

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giusto processo
processo comunitario
tribunale di primo grado delle comunità europee

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