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I diritti fondamentali nel processo comunitario

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Capitolo I 8 1.2 L’intervento iniziale della Corte di Giustizia e le reazioni delle Corti costituzionali. Gli inizi furono tutt’altro che incoraggianti 11 . Nonostante l’Avv. gen. Lagrange avesse suggerito di utilizzare i principi generali comuni agli Stati membri come veicolo di protezione dei diritti fondamentali nell’ordinamento comunitario, la Corte affermò che suo compito è “garantire il rispetto del diritto nell’interpretazione e nell’applicazione del Trattato”, sottolineando l’irrilevanza sul piano comunitario dei diritti fondamentali garantiti nelle Costituzioni degli Stati membri 12 . Illustrare le motivazioni di una risposta così “brutale”, un vero e proprio diniego di giustizia è semplice: in quegli anni la Corte era attenta a difendere con le unghie e con i denti la libertà d’azione dei neonati organi europei, sottomettere questi ultimi al rispetto delle garanzie costituzionali dei sei Stati membri sembrava lesivo dei principi di autonomia e preminenza del diritto comunitario, che si sforzava di affermare. Sta di fatto però che le conseguenze furono opposte a quelle desiderate. L’inesistenza di una tutela dei diritti fondamentali all’interno della Comunità indusse la Corte Costituzionale tedesca a mettere in dubbio la legittimazione democratica dell’ordine comunitario e perciò a disconoscergli autonomia rispetto ai sistemi statali. 13 Le critiche e le riserve al sistema comunitario da parte della Corte Costituzionale italiana non furono da meno 14 . 11 “péchés de jeunesse” per PUISSOCHET JEAN-PIERRE da ultimo in La Cour européenne des droits de l’homme, la Cour de Justice des Communautés européennes et la protection des droits de l’homme, in Protecting human rights: the european perspective, study in memory of Rolv Ryssdal, 2000, pag. 1139. 12 Due imprese tedesche del settore carbosiderurgico (Sentenza 4 febbraio 1959, causa 1/58, Stork, Racc., pag. 43; sentenza 15 febbraio 1960, cause riunite 36-38/59 e 49/59, Uffici di vendita del carbone della Ruhr, Racc., pag. 827) e alcuni agricoltori italiani (Sentenza 1 aprile 1965, causa 40/65, Sgarlata, Racc., pag. 279) avevano invocato le norme rispettivamente del Grundgesetz e della Costituzione Italiana che garantiscono la libera scelta della professione e il diritto di proprietà, contro varie misure della Ceca e della Cee. 13 Nella sentenza Internationale Handelsgesellschaft (detta Solange I) del 29 marzo 1974 la Corte afferma che i diritti fondamentali della Costituzione devono prevalere sul diritto comunitario fino a che certe condizioni non saranno assicurate e in particolare fino a che il Parlamento non doterà la Comunità di un catalogo di diritti fondamentali. 14 Già nel 1965 con la sentenza n. 28, Acciaierie San Michele, e poi nel 1973 con la sentenza Frontini n. 183 e con la sentenza Granital n. 170 del 1984 la Corte Costituzionale si era riservata la possibilità di riesaminare la costituzionalità delle norme del Trattato in caso di violazione dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione Italiana.
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Informazioni tesi

  Autore: Fabiola De Ronzo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Lucia Serena Rossi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 174

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Parole chiave

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costituzione europea
diritti fondamentali
diritto al giudice
diritto comunitario dei diritti fondamentali
equo processo
giusto processo
processo comunitario
tribunale di primo grado delle comunità europee

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