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I distretti industriali: un confronto tra l'esperienza italiana e quella francese

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5Paul Krugman, “la stella nascente di questa fine di secolo e del prossimo” 1 , ha senza dubbio saputo riconciliare fra loro le istanze di geografia ed economia. Fin dai suoi primi scritti della fine degli anni Settanta, si è occupato di una serie di problemi che toccano lo sviluppo regionale e locale: gli scambi interregionali, le esternalità, la localizzazione industriale, la politica industriale strategica, il ruolo della Storia e le conseguenze dell’integrazione economica e monetaria sulla crescita a livello regionale e locale. Nel suo celebre testo del 1991, Geography and Trade, egli divide con i geografi lo stesso interesse sia per il fenomeno della agglomerazione regionale e locale sia per le conseguenze geografiche degli scambi. Pertanto, tra i geografi e Krugman persistono importanti differenze, prima di tutto metodologiche: il lavoro di Krugman è molto formalizzato, appoggiandosi sempre a dimostrazioni matematiche; se esso seduce é anche per tale rigore concettuale. I geografi (Martin/Sunley, 2000), al contrario, prediligono modelli reali e qualitativi, a cui collegano sempre esempi concreti. I loro studi hanno preso atto, all’inizio dello scorso decennio, dell’avvenuto passaggio dalla produzione di massa fordista ad una produzione più flessibile e delle ripercussioni di questo cambiamento sul tessuto locale e regionale. Krugman (1989), su tale frattura, è molto più sfumato. Egli descrive l’ambiente produttivo locale rifacendosi piuttosto ai modelli formali tradizionali del mercato monopolista ed oligopolista 2 : per lui, la concorrenza imperfetta che comporta, a livello macroeconomico, il fallimento di mercato, inizia ad agire proprio a livello locale. A livello locale, la grande impresa controlla comunque la piccola, cui impone i propri standard produttivi e la propria organizzazione del lavoro E’ su questo punto che si consuma la prima sfida tra le due scuole di pensiero: i geografi della scuola della “nuova geografia industriale”, infatti, non vedono in tale convivenza tra piccola e grande impresa a livello locale una posizione dominante di quest’ultima, ma piuttosto un rifiorire della concorrenza perfetta. Le esigenze di 1 Samuelson, P. prefazione a “the age of diminished expectations” di Krugman, P. , Londra, Ed. MIT Press VII, 1994
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I distretti industriali: un confronto tra l'esperienza italiana e quella francese

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Informazioni tesi

  Autore: Rocco Ponzano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Giovanni Battista Pittaluga
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 202

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Parole chiave

civicness
distretti industriali
industrial atmosphere
systèmes productifs locaux
economia politica
giacomo beccattini
alfred marshall
cluster di imprese

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