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Identità umana, storia, letteratura. Il rapporto docente-studente.

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14 epica, fondata sull‟eroe unico e sul passato collettivo dei popoli, non è più in grado di soddisfare le radicali esigenze di espressione e di conoscenza dell‟uomo»17. Ma nello stesso momento in cui avviene questo passaggio si rinforza quell‟idea di razionalità che ha permesso idealmente una forte opposizione alla fede. Una razionalità non sufficiente nel rapporto comunicativo, anzi paradossalmente complice della non comunicazione umana che invece affonda le sue radici nell‟irrazionale (emozioni, affetti, sentimenti). La ragione stringe “amicizia” con le istituzioni religiose, perché tende a reprimere l‟irrazionalità umana che la Chiesa stessa nega, affermando per veritiero come unica fonte non razionale, lo spiritualismo dell‟anima, e ricavandone un punto di forza della sua predica sulla cultura popolare. La ragione diventa essenziale se finalizzata a scopi scientifici, di ricerca, di studi; mentre per la vita relazionale comunicativa non è positiva - come la Chiesa o altri istituzioni vogliono farci credere – ma diventa negante per la vera identità umana. La ragione, con la sua lucidità, sta dalla parte della fede18, mentre l‟irrazionale19 è parte dell‟identità umana, che la Chiesa cattolica combatte. Quest‟ultima considera l‟irrazionale psichico il male oscuro, e vuole la chiusura totale alla conoscenza della realtà psichica, perché possa parlare ancora di diavoli e streghe, perché possa parlare ancora di esorcismo, perché la società possa rimanere nell‟oscurità del suo arbitrio; perché la Chiesa abbia ancora facoltà di gestire le menti e la vita degli esseri umani, perché possa considerare ancora la donna un essere inferiore20 - nonostante con un‟abile mossa, dopo una evidente 17 Ortega y Gasset J., Meditazioni del Chisciotte, Guida editori, Napoli 2000, pp. 12-13. 18 «L‟attuale papa Benedetto XVI, grande estimatore dei Padri della Chiesa, è tornato a proporre insistentemente il binomio fede-ragione, basandosi sull‟assunto, esposto nella conferenza tenuta alla Sorbona di Parigi il 27/11/1999, che “nel cristianesimo la razionalità divenne religione e non più sua avversaria”. Nell‟aggiunta nel 2000 all‟Introduzione al cristianesimo, egli dichiara che, dopo il fallimento del maxismo, “unica visione del mondo scientifica corredata di motivazione etica”, il vero erede della filosofia occidentale è il “logos cristiano”». In Di tutti gi animali selvaggi il più pericoloso è la donna. Perché Ipazia doveva morire, di Cigala Fulgosi F., De Smoni E., Salvador E., dalla Rivista di psichiatria e psicoterapia “Il sogno della farfalla”, Nuove Edizioni Romane, Anno XVII, n°3, Roma, Luglio 2008, p. 69. 19 Fagioli M., Una vita irrazionale, Nuove Edizioni Romane, Roma 2007. 20 Facciamo un piccolo passo indietro nella storia e precisamente nella storia dell‟Impero Romano. Prima dell‟affermazione del cristianesimo con Paolo di Tarso e con la legittimazione poi nel 313 del cristianesimo stesso ci troviamo nella situazione in cui la cultura romana era strutturalmente razionale. Basti considerare che questa struttura razionale aveva permesso ai romani tutte le grandi conquiste a scapito delle orde dei barbari che combattevano selvaggiamente, in maniera disordinata. In questo periodo, proprio la caratteristica multietnica della popolazione dell‟Impero accoglieva questi popoli, accettandoli, con le loro numerose religioni, con i loro riti, dei e culti: religioni egiziane, orientali, ognuno era libero di adorare il dio che voleva, in base all‟idea del politeismo e soprattutto vi era il culto delle immagini che rappresentavano le tante divinità, mentre invece l‟immagine nel culto ebraico monoteista, era assolutamente proibita, pena la morte; stesso discorso vale per quello cristiano. Irrazionali erano le rappresentazioni di queste immagini, per le quali molto spesso se ne avevano tre o quattro per ogni divinità. (in Fagioli M., Storia di una ricerca, Nuove Edizioni Romane, Roma 2006). Il cristianesimo delle origini pertanto, aveva un carattere gnostico e profetico, venato di irrazionalismo che lascia gradualmente il posto al cristianesimo patristico. Sarà con Paolo di Tarso che inizia, nel mondo occidentale, il cammino della conciliazione tra la fede e la ragione. Ciò che si tramanda da Platone a Paolo è l‟idea di una ragione divina maschile. Pertanto il cristianesimo non allontana la ragione, ma l‟affianca nel dominio sulla mente umana, riconoscendone una triade tutta maschile che estirpa ogni memoria delle antiche
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Informazioni tesi

  Autore: Tiziana Cristofari
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Lorenzo Cantatore
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 198

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