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Il disturbo da uso di sostanze in adolescenza: lettura e prevenzione alla luce della teoria dell'attaccamento

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6 incoraggiando condotte aggressive (Palmonari, 2011). A lungo termine il consumo di alcol può portare a un aumento di rischio per cirrosi epatica, tumori all’apparato oro-farigeo, all’esofago, al fegato e ictus cerebrale (Canu, 2013). La cannabis. Il suo basilare principio attivo è il THC (tetraidrocannabinolo) che interferisce nell’equilibrio chimico cerebrale creando squilibri sia a livello psicologico che corporeo. Tra gli effetti a breve termine si riscontrano: stati d’euforia, aumento della loquacità e del riso che diventa inadeguato, letargia, incoordinazione, diminuzione di concentrazione, disinibizione, sensazione di benessere, ansia, paranoia, aumento dell’appetito (ibidem). La cannabis altera la funzione percettiva e modifica le esperienze sensoriali, con alterazione della percezione temporale, spaziale e del proprio corpo (Palmonari, 2011). L’assunzione a lungo termine può portare ad un aumento di rischio nel contrarre malattie respiratorie, una diminuzione delle capacità mnemoniche e di apprendimento, una diminuzione della concentrazione e della motivazione nello studio e nel lavoro (Solowij et al., 2011). Gli allucinogeni. Il termine “allucinogeno” deriva dal verbo greco aluo che significa vaneggiare, essere fuori di sé; infatti, per allucinogeno si intende qualsiasi sostanza, sia naturale che sintetica, che agisce principalmente a livello delle percezioni sensoriali causando alterazioni, tra cui l’allucinazione (Canu, 2013). Sono un gruppo eterogeneo di droghe derivanti da diverse sostanze, che hanno una struttura chimica diversa tra loro, ma che condividono una componente meccanicistica comune; fanno parte degli allucinogeni le fenilalchilamine, l'MDMA (denominata anche “ecstasy”), alcaloidi dell’indolo, ergoline (come LSD) e altri composti etnobotanici (A.P.A, 2014). Gli effetti a breve termine sono di vario tipo: somatici, tipo vertigini, debolezza, tremori, nausea, sonnolenza, aumento della frequenza cardiaca; percettivi, quindi forme e colori alterati, difficoltà di messa a fuoco degli oggetti, amplificazione del senso dell’udito; psichici, come tensione, distorsione del senso del tempo, difficoltà ad esprimere pensieri, sensazioni oniriche, depersonalizzazione e allucinazioni (principalmente visive) (Canu, 2013). Gli allucinogeni sintetici, se assunti in dosi massicce, possono provocare anche stati dissociativi e delirio, stati d’ansia e panico che possono favorire sensazioni paranoiche, confusione mentale e senso di disorientamento (Ravenna, 2005). Tra gli effetti a lungo termine ci sono l’insorgenza di psicosi o depressioni, che possono condurre a loro volta al suicidio (Canu, 2013). La caffeina. La caffeina è un composto chimico naturalmente presente in parti di piante come chicchi di caffè e cacao, foglie di tè, bacche di guaranà e noce di cola e si trova in
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Il disturbo da uso di sostanze in adolescenza: lettura e prevenzione alla luce della teoria dell'attaccamento

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Informazioni tesi

  Autore: Giada Alberti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Pontificia Università Salesiana
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Massimo Vasale
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 64

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