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Il genocidio argentino del 1976/1979 e l'interpretazione arendtiana del caso Eichmann

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controllo del paese. Quando il timore per una nuova vittoria peronista alle elezioni provinciali fissate per marzo 1967 si unì al malcontento per una crisi economica che si protraeva da quasi sei mesi, l’intervento militare diventò scontato. L’occasione fu data dalla decisione di Illia di destituire il comandante in capo delle forze Armate colpevole di aver incarcerato con motivazioni pretestuose alcuni ufficiali lealisti. Il 26/6/1966 i militari occuparono Radio e Televisione nazionale; due giorni dopo furono sciolti il Congresso ed i governi provinciali e sospese tutte le formazioni politiche. Fu insediato Ongania alla presidenza. All’organizzazione clericale Opus Dei fu riservato un importante ruolo governativo e il cardinale Antonio Caggiano, che era anche vescovo militare, ratificò con la sua firma l’incarico a Ongania e presenzia a tutte le cerimonie ufficiali. Ongania e un gruppo di militari d’alto rango parteciparono a ritiri spirituali dove subirono l’influenza dei gruppi fondamentalisti cattolici di origine francese, Verbe e La Citè Catholique.” Il gruppo che aveva portato al potere Ongania nutriva l’ambizione di ripetere sulle rive del Plata il modello di sviluppo attuato con successo, in quegli anni, dal Brasile. 4 Ma il tentativo dei militari di Buenos Aires non poteva emulare quello in atto a Brasilia. A differenza del Brasile l’Argentina possedeva sindacati altamente organizzati, con il potere di bloccare il paese in qualsiasi momento, in assenza di un patto sociale tra le due parti; le misure di austerità necessarie per risanare un’economia in sfacelo furono perciò respinte in blocco. Il malcontento popolare si espresse in violente manifestazioni di protesta, soprattutto nelle città di Cordoba e Rosario (giugno 1969), cui il governo rispose con una dura repressione e con la proclamazione della stato d’assedio. Dopo vari tentativi fu stipulato un parziale accordo, ma a patto di un compromesso che provocò la spaccatura del movimento sindacale: da un lato i “collaborazionisti” e dall’altro le correnti di estrema sinistra ed alcuni sindacati cattolici. Nei primi sei mesi Ongania mise le Università sotto controllo diretto del Ministero degli Interni con la motivazione di eliminare gli influssi marxisti e cercò di riorganizzare le imprese statali, apparentemente per eliminare gli aspetti assistenziali e incrementare l’efficienza, ma con la volontà di colpire a fondo il sindacato. Fu evidente che non avesse nessun piano di intervento socio-economico. La 4 Vedi Appendice 1 14
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Il genocidio argentino del 1976/1979 e l'interpretazione arendtiana del caso Eichmann

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Informazioni tesi

  Autore: Fabiana Ragazzini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Augusto Illuminati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

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