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Il genocidio argentino del 1976/1979 e l'interpretazione arendtiana del caso Eichmann

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desarrollista 2 . Il nucleo della sua politica economica furono le leggi per il radicamento del capitale straniero individuato come strumento privilegiato per promuovere lo sviluppo industriale interno. Le concessioni agli investitori stranieri furono: libero rimpatrio dei capitali e rimesse in patria dei profitti ottenuti. Nel dicembre 1958 il governo decise di introdurre un piano di stabilizzazione sotto la supervisione del F.M.I. Le misure rivolte al mercato interno furono: congelamento dei salari ai tetti fissati dai contratti collettivi di due anni prima, libera fluttuazione dei prezzi e innalzamento delle tariffe pubbliche (con l’intento di ridurre il deficit statale). Nel breve tali misure ebbero effetti recessivi: nel 1959 il PIL segnò –6,4% e il costo della vita aumentò del 124%. Il 1960 è l’anno della ripresa. Il piano di stabilizzazione tolse completamente al governo l’appoggio del movimento peronista. Si scatenarono scioperi e atti di sabotaggio industriale al quale il governo rispose con il commissariamento di sindacati e con l’appoggio al padronato nell’offensiva che portò alla sconfitta della protesta. Il Presidente Frondizi, durante i 46 mesi di mandato, subì ben 32 atti di insubordinazione da parte dei militari, in alcuni casi con dispiegamento di carri armati per le strade della capitale. Contemporaneamente crebbe l’intensità della resistenza peronista; furono fatti saltare oleodotti e si diffuse il sabotaggio nelle fabbriche. La posizione di Frondizi fu ancora indebolita dalle elezioni del 1960 per il rinnovo parziale del congresso che, con il ritorno di 2 milioni di peronisti alla scheda bianca, segnò un successo per i radicali di Balbin ed un indebolimento della maggioranza legislativa frondizista. Mentre, dal canto loro, i peronisti tentavano ripetutamente ma invano la via insurrezionale (aprile e novembre 1960), i militari si scontrarono duramente con Frondizi, accusandolo di mollezze verso i primi e di scarso nazionalismo nella politica economica. Alle elezioni del marzo 1962 il Presidente Frondizi consentì ai peronisti di partecipare alle elezioni dei governatori di provincia. Uno dei loro candidati ottenne la maggioranza dei voti nella decisiva provincia d Buenos Aires, scatenando così un nuovo colpo di stato. 2 il desorrollismo può essere definito come un progetto di accrescimento del benessere tramite lo sviluppo e la modernizzazione del settore industriale, individuando nell’apertura al capitale estero e non nell’intervento diretto dello Stato, il motore dello sviluppo. I programmi desarrollisti furono presto abbandonati per l’atteggiamento speculativo del capitale estero che sfruttava le esenzioni fiscali più per i profitti a breve che non per investire nel lungo periodo. 11
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Informazioni tesi

  Autore: Fabiana Ragazzini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Augusto Illuminati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

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