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Il patrimonio storico-artistico e culturale come potenziale fonte di sviluppo economico per le regioni del Centro-Sud d'Italia

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4 PREMESSA Il turismo culturale è un fenomeno che in questi ultimi anni, nell'ambito dell'industria turistica in generale, sta riscuotendo sempre maggior successo grazie anche all'interessamento dimostrato nei suoi confronti dalle Autorità politiche Locali e, soprattutto, Internazionali. Nei giorni 30 e 31 maggio del 1996, infatti, si è svolta ad Helsinki la IV Conferenza Europea dei Ministri Responsabili del Patrimonio Culturale avente per tema: "Il Patrimonio Culturale: una sfida economica e sociale" 1 . Con questa Conferenza si è voluta sottolineare l'importanza non soltanto etica ma anche economica del patrimonio. Se dal punto di vista etico, infatti, esso è veicolo di unificazione tra Popoli ed è eredità per le generazioni future non va sottovalutata la grande opportunità in termini di reddito e di occupazione che esso può offrire attraverso la creazione di nuovi sbocchi professionali, l’arricchimento dell'attuale offerta turistica (tramite la creazione di itinerari culturali da affiancare alle mete turistiche tradizionali), la rivitalizzazione di centri storici anche "minori" in stato di degrado e tutte quelle attività indotte che derivano dall'innescamento di un circolo virtuoso. Dal punto di vista dell'offerta di beni culturali, secondo uno studio attribuito all’UNESCO 2 , l'Italia possiede più del 50 per cento del patrimonio storico mondiale 3 , percentuale che per essa si t raduce in un potenziale vantaggio competitivo 1 Council of Europe, The cultural heritage: an economic and social challenge, IVth European Conference of Ministers responsible for the Cultural Heritage, Helsinki, 30-31 May 1996. 2 J. van der Borg - P. Costa, Cultural tourism in Italy, Documento di lavoro del CISET, Libreria Editrice Cafoscarina, Venezia, 1995. 3 Secondo A. Recchia, in realtà, non ha senso affermare che l’Italia possiede i due terzi o il 50%-60% del patrimonio europeo o mondiale “visto che, non è conosciuta né è conoscibile la consistenza del patrimonio mondiale cui rapportarsi, così come nel nostro paese [...], data l’estrema diffusione e distribuzione geografica del patrimonio, [...] non sono conosciuti, se non per aree estremamente ristrette, i dati esaustivi riguardanti la “totalità” di categorie di beni culturali”. Vedi A. Recchia, L’offerta: la consistenza ed il valore del patrimonio. La difficile misurazione del patrimonio, in Rapporto sull’economia della cultura in Italia 1980-1990, a cura di Carla Bodo per l’Associazione per l’economia della cultura, Presidenza del Consiglio, 1994, pag. 269.
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Informazioni tesi

  Autore: Stefania Andreoli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Ignazio Musu
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 179

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