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Il progetto di sicurezza complementare ed i limiti giuridico-operativi degli operatori della vigilanza privata

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1 Introduzione Proprio in questi giorni il livello di insicurezza percepita è aumentato notevolmente, incrementato sia per l’attentato avvenuto a Genova il 7 maggio all’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare sia per quello di Brindisi del 19 maggio davanti all’Istituto Morvillo-Falcone con la morte di una studentessa. Il primo dei fatti citati riporta indietro la memoria agli anni 70-80, definiti gli “anni di piombo”, dove il terrorismo di destra e di sinistra imperversava nel Paese, il secondo invece toccava un luogo dove nessun tipo di criminalità aveva mai osato: violenza stragista contro dei ragazzi che stavano andando a scuola. Non a caso, in merito all’episodio di Brindisi, il Procuratore Nazionale Antimafia Grasso, rispondendo ai giornalisti affermava: “l'attentato esplosivo di stamane è terrorismo puro. Colpendo la scuola di Brindisi, sono state colpite tutte le scuole d'Italia”. L’insicurezza, oltre che per i clamorosi episodi soprariportati, è uno stato d’animo che alberga nell’intimo dell’individuo, rafforzato dai continui stillicidi di notizie di aggressioni, rapine, furti, truffe. In campagna elettorale sono stati promessi inasprimenti di pene per i reati più frequenti, di aumento di risorse per le forze dell’ordine, di impegni sul territorio di militanti di partito (ronde e quant’altro), per poi passare nel dimenticatoio ad elezioni avvenute. 1 Chi non ha cavalcato l’emozione di fatti criminali ha perso le elezioni, chi ha strumentalizzato tali fatti le ha vinte come, ad esempio, per quanto avvenuto a Roma con la strumentalizzazione dell’omicidio di Giovanna Reggiani, 47 anni, uccisa il 30 1 Nello specifico le ricerche sulla paura della criminalità hanno preso l’avvio negli Stati uniti a metà degli anni 60, (in particolare il suddetto tema è stato oggetto di ampia discussione da parte della Commissione Katzenbach, istituita negli USA nel 1967, con l’obiettivo di condurre periodicamente degli studi sulla paura e sull’insicurezza dei cittadini), dimostrando che “non esiste una relazione diretta tra vittimizzazione e percezione della sicurezza. Non sempre, cioè, il legame tra reati subiti e paura della criminalità ricalca quanto davvero accade nella realtà” [E. Rossi, 2009]. Alcune ricerche, focalizzandosi sulle variabili socio-demografiche, hanno rilevato come le persone oltre i 65 anni di età e le donne dichiarano mediamente livelli di paura più elevati rispetto alle altre categorie di età e sesso. In Italia, ad esempio, un indagine da parte dell’Istat ha confermato questi dati rilevando che il 18,5% degli uomini non si sente sicuro ad uscire da solo la sera, contro il 36,1% delle donne, che dichiarano anche di aver timore a rimanere sole in casa e spesso di rinunciare ad uscire per paura [M. Mart, 2003]
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Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Sorghi
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master in criminologia
Anno: 2012
Docente/Relatore: Luciano Mattarelli
Istituito da: GENUENSIS C.I.C - Consociatio Intellegendi et Communicatio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 41

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pubblica sicurezza
sicurezza privata
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