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Informazione e mass media durante i conflitti bellici

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3 Come viene portata a compimento la propaganda militare? Quotidianamente vengono immessi nella catena dell'informazione diversi tipi di dichiarazioni che balzano agli occhi, provenienti da una varietà di fonti, compresi gli altisonanti proclami dei funzionari della sicurezza nazionale. Nei regimi totalitari, di solito, la propaganda militare ed anche gran parte dell’informazione, è controllata direttamente dai massimi dirigenti dei governi. Nei paesi democratici, invece, è più libera in quanto è possibile usufruire di una varietà di fonti di comunicazione, per cui i media possono svolgere anche un ruolo di critica alla politica belligerante dei governi. È quanto accaduto nella guerra del Vietnam, durante la quale una campagna di immagini molto forti, da parte di giornalisti critici verso la Casa Bianca, influì profondamente sull’opinione pubblica condizionando le decisioni del governo e le sorti della guerra. Nelle prime guerre della seconda metà dell’Ottocento la copertura giornalistica era molto limitata; c’era solo la figura dell’inviato che andava sul posto, raccoglieva i fatti e li riportava sui giornali. Ovviamente era un’operazione molto lenta perché non c’erano ancora i mezzi di trasmissione rapida delle notizie. La scoperta del telegrafo ha fatto fare un salto nella trasmissione delle informazioni, in quanto essa è stata ridotta da alcune settimane a pochi istanti. A ragione Neil Postman nell’affermare: “il telegrafo è l’esatto opposto della tipografia. I libri sono un contenuto magnifico per accumulare, esaminare e analizzare le informazione e le idee…Il telegrafo impone di bruciare il contenuto…È adatto solo all’invio di messaggi. Il telegrafo ha introdotto il linguaggio tipico dei titoli giornalistici: sensazionale, frammentario e impersonale”. 1 I passi ulteriori furono la radio ad inizio Novecento, la televisione negli anni ’60 e per ultimo internet. La televisione, più della radio, ha modificato il rapporto fra strategie militari e strategie comunicative attraverso la visione degli avvenimenti. Come dice Ennio Remondino: “la televisione non ha certo inventato la guerra, ma ne è diventata la 1 N.Postman, “Divertirsi da morire”, Longanesi, 1986.
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Informazione e mass media durante i conflitti bellici

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Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Tarsia
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Enrica Caniglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 46

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